Orsa JJ4 “Gaia”, Tar sospende abbattimento/ “Non è imputabile di aggressione”

- Silvana Palazzo

Orsa JJ4, Tar di Trento sospende abbattimento di “Gaia” perché “non è imputabile di aggressione”. La decisione definitiva nell’udienza di ottobre

Orso
Orso (Pixabay)

L’orsa JJ4 non va abbattuta: il Tribunale amministrativo regionale di Trento oggi ha sospeso di nuovo con un’ordinanza il provvedimento della Provincia autonoma di Trento. Il 22 giugno scorso l’orsa, anche detta Gaia, madre di tre cuccioli, aveva ferito padre e figlio sul monte Peller, in Val di Non, in Trentino. Da qui una trafila legale che culmina con l’udienza definitiva del Tar fissata, come riportato dal Secolo XIX, al prossimo 22 ottobre. Secondo i giudici del Tar quanto successo sul Monte Peller “non è imputabile al comportamento problematico del singolo orso, bensì a un più ampio problema di gestione della convivenza con gli esseri umani”. Non si è fatto attendere il commento del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che su Twitter ha scritto: “Il tar di Trento ha dato ragione al buon senso: sospesa l’ordinanza di abbattimento di JJ4, l’orsa Gaia. Ha vinto la vita. Ho sostenuto dal primo giorno che l’uccisione di un orso non ha senso. Viva la vita”.

ORSA JJ4, TAR SOSPENDE ABBATTIMENTO DI “GAIA”

Una decisione simile era stata presa lo scorso 10 luglio, accogliendo la richiesta sospensiva avanzata dalle associazioni ambientaliste. Un altro ricorso era stato fatto nel frattempo dal ministro Costa, che aveva detto di ritenere la decisione di abbattere l’orsa JJ4spropositata”. Dopo questa decisione esultano anche le associazioni animaliste e ambientaliste. “Per ora, e fino all’udienza di merito, nessuno potrà torcere un pelo a JJ4 che, se accompagnata dai suoi cuccioli, potrà continuare a fare la mamma crescendo i suoi piccoli”, scrivono Enpa e Oipa, che sono al lavoro sulle politiche di convivenza tra uomo e orso. “Unica strada percorribile”, aggiungono. Anche se si tratta solo di una sospensione e la decisione definitiva verrà presa il prossimo 22 ottobre, si tratta di una sentenza storica contro i sostenitori dell’abbattimento degli orsi che nelle zone montane si rendono protagonisti di attacchi contro animali da pascolo e di incursioni nelle fattorie.

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