Osvaldo Bevilacqua/ “Ho incontrato Papi e Padre Pio, ma Stallone mi asfaltò…”

Osvaldo Bevilacqua a tutto tondo dai Guinness World Records di Sereno Variabile all’incontro con Sylvester Stallone, ecco le sue parole.

Osvaldo Bevilacqua
Osvaldo Bevilacqua

Ospite de I Lunatici, Osvaldo Bevilacqua si è raccontato a 360°. Il volto di Sereno Variabile ha ripercorso la sua carriera, segnata dal grande successo del format targato Rai. Premiato come Commendatore Ordine al merito della Repubblica italiana, il 79enne di Orte ha ricordato che il programma è entrato nel Guinness World Record in cinque categorie, a partire dal fatto che sia il programma di più lunga data al mondo, di tutti i tempi, con lo stesso conduttore: «Abbiamo battuto tutti, americani e inglesi, con un programma italiano targato Rai. Io ho fatto 23 anni in Radio e ancora oggi ritengo la radio uno strumento straordinario. La prima puntata la facemmo in studio, con Enrica Bonaccorti che calcava la scena del piccolo schermo per la prima volta. La prima puntata fu battezzata dal Colonnello Bernacca, che fu il nostro padrino».

OSVALDO BEVILACQUA: “SYLVESTER STALLONE MI ASFALTO'”

Grazie a Sereno Variabile il conduttore ha avuto l’opportunità di incontrare tanti volti noti, dai pontefici agli artisti internazionali: «Ho incontrato Papi e grandi divi di Hollywood. Da Robert Redford a Sylvester Stallone, che mi ha sbalordito. Girava Rambo III, gli feci una domanda trabochetto sul’arte e sul rinascimento italiano, mi asfaltò. Sapeva tutto dell’arte italiana, conosceva i personaggi, le date, rimasi a bocca aperta. Ci sono tanti personaggi che ti fanno imparare qualcosa». Osvaldo Bevilacqua ha poi aggiunto sul noto attore americano: «Stallone mi ha fatto imparare una cosa, chiunque tu veda pensando che sia un ignorante, ti deve far stare attento, perché può farti fare brutte figure. E al contrario magari c’è uno che sembra uno scienziato e invece non sa nulla. Ho anche incontrato Padre Pio. L’umanità fa parte del paesaggio, lo dico sempre a tutti. Che si esplori un piccolo borgo o una grande città, bisogna parlare con la gente, soprattutto con gli anziani».



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