Ounas, rapina choc e pistola alla tempia/ Napoli: per calciatore furto da 5mila euro

- Alessandro Nidi

Ounas, rapina mentre torna a casa: paura per l’attaccante, che si è ritrovato un’arma da fuoco puntata alla testa. In corso le indagini per identificare i ladri

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Adam Ounas (Foto LaPresse)

Adam Ounas, calciatore del Napoli, ha subìto una rapina alla vigilia del big match contro il Milan. Il giocatore stava rientrando nella sua abitazione di Posillipo attorno alle 14, presso il civico 25 di via Stazio, quando due persone armate e con il volto coperto, hanno aspettato l’arrivo dell’automobile del giocatore a bordo di uno scooter di grossa cilindrata, per poi bloccare ogni via di fuga, allestendo dunque un’autentica trappola. A fornire ulteriori dettagli in merito alla dinamica dei fatti è stato il “Corriere della Sera”, sulle cui colonne si legge che con il ciclomotore i due “si sono piazzati dietro la vettura che si era appena infilata nel vialetto che porta al garage e lì hanno bloccato ogni possibile via di fuga”.

A quel punto, Ounas sarebbe stato immobilizzato e costretto dai malviventi, con tanto di pistola puntata all’altezza della tempia (dinamica, questa, che ricorda quella della rapina a casa di Totò Di Natale, avvenuta pochi giorni fa, ndr), a consegnare loro contanti, una catenina e l’orologio che aveva al polso. Il valore complessivo del bottino è stato stimato all’incirca in cinquemila euro. Successivamente, i ladri si sono dileguati.

OUNAS, RAPINA CHOC A NAPOLI: INDAGINI IN CORSO, SI ESAMINANO LE TELECAMERE DI VIDEOSORVEGLIANZA

Le indagini sulla rapina ai danni di Ounas sono partite praticamente subito; infatti, non appena i malviventi se ne sono andati, il calciatore del Napoli ha contattato le forze dell’ordine e, sotto choc, ha sporto denuncia, prima di raggiungere i suoi compagni di squadra.

I colleghi del “Corriere della Sera” spiegano che l’attività di ricostruzione dell’accaduto è a cura degli agenti della Digos, divisione che si occupa di reati anche nell’ambito delle tifoserie, e degli uomini della Squadra Mobile di Napoli, guidata da Alfredo Fabbrocini. Sono loro che “stanno cercando di rimettere insieme i tasselli del puzzle investigativo, per dare un nome e un volto ai responsabili. Si parte dalle telecamere installate nella zona, pubbliche e private. Alcuni video sono stati già acquisiti. In questa stagione, due mesi fa, era capitato a Spalletti e a Demme di restare vittime dei ladri. A entrambi fu rubata l’auto, per l’allenatore si trattò di una Panda che era parcheggiata sotto l’albergo dove risiede”.







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