Padova, neonato gravissimo dopo parto in ambulanza/ La madre “Voglio giustizia”

- Davide Giancristofaro Alberti

Padova, neonato gravissimo dopo parto in ambulanza: il piccolo è nato prematuro e podalico. Ora rischia la vita e la madre chiede giustizia

Mamma uccide le figlie piccole
Bambino (PIxabay)

Un neonato si trova in gravissime condizioni dopo essere nato in ambulanza in quel di Padova. Ora, come riferiscono i colleghi di Fanpage, la madre chiede giustizia, convinta che si tratti di un caso di negligenza medica. Il bimbo è nato sul mezzo di soccorso, podalico, con entrambe le braccia fratturate, una menomazione alla mano destra, ed infine, ematomi su collo, cervello e cervelletto. Una nascita sicuramente complicata tra l’altro avvenuta prematuramente, in quanto il bimbo è nato a meno di 26 settimane dall’inizio della gravidanza. “Il nostro è un caso di negligenza ospedaliera”, le parole della madre 46enne del piccolo, che si è già rivolta ai carabinieri di Padova per presentare denuncia nei confronti dei medici. La donna ha accusato i primi sintomi la mattina del 9 gennaio scorso, dopo di che ha deciso di correre in ospedale. “È poco prima di mezzogiorno e mi fanno sedere su una sedia di metallo fredda come l’atteggiamento di chi mi doveva seguire – la denuncia della donna – Dopo molte insistenze mi trasferiscono in ginecologia. Mi fanno attendere mezz’ora. Vedo una dottoressa con due infermiere e disperata dai dolori e dalla preoccupazione grido che sto male e che mi devono visitare”.

PADOVA, NEONATO GRAVISSIMO, LA MAMMA: “I RESPONSABILI DEVONO PAGARE”

A quel punto la donna viene visitata, e da un’ecografia si scopre che sia in corso qualcosa di grave: “Con una calma irritante – aggiunge – mi hanno fatto una flebo in attesa che un’ambulanza mi portasse a fare il cesareo a Padova. Tra i pianti e l’attesa ho anche avuto la possibilità di scrivere un messaggio al mio ginecologo che lavora in quel reparto. Alle 13.37 mi hanno caricato in ambulanza e c’è stata anche una discussione tra gli infermieri circa l’inopportunità di staccare o meno la flebo per il timore di provocare bolle d’aria. Cosa che poi è successa. Una complicanza che ha ulteriormente dilatato i tempi”. Mentre la donna è in ambulanza avviene il parto: “Il dottore ha capito che bisognava far nascere il bambino – continua ancora la donna nel suo racconto – io gli continuavo a dire che non poteva nascere con parto naturale, che l’avevo letto nella mia cartella clinica, ma lui non mi ha voluto ascoltare e ha iniziato a tirare fuori il bambino. Ha anche dovuto spingere la pancia per far uscire la testa. Tutto mentre l’ambulanza andava, con i logici scossoni di un mezzo in corsa”. Il piccolo si trova ora in gravissime condizioni presso l’ospedale di Padova, struttura totalmente estranea ai fatti avvenuti in precedenza: “Potevo partorire in sicurezza in sala parto, invece non è successo – conclude il suo racconto la madre ferita – ho partorito su un mezzo in corsa. Il mio bambino ha riportato dei danni e rischia la vita. Se sono stati fatti errori i responsabili devono pagare”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA