Padre Luca Pacioli, chi è?/ Il francescano che influenzò Leonardo da Vinci tra scacchi e matematica

- Elisa Porcelluzzi

Chi è Padre Luca Pacioli? Frate francescano appassionato di scacchi e matematica, incontrò Leonardo da Vinci alla corte di Ludovico il Moro a Milano.

Luca Pacioli
Ritratto di Luca Pacioli (1495), attribuito a Jacopo de' Barbari (Wikipedia)

Nella terza puntata della fiction “Leonardo”, in onda questa sera martedì 6 aprile su Rai 1, appare fra Luca Pacioli, il noto frate francescano di Sansepolcro interpretato da Giovanni Scifoni. Nata a Sansepolcro intorno al 1445, entrò nell’Ordine francescano nel 1470. Considerato il padre della ragioneria, Pacioli insegnò matematica in moltissime città italiane, tra cui Pisa, Bologna, Venezia e Roma. Nel 1497 accettò l’invito di Ludovico il Moro e si trasferì a Milano, dove incontrò Leonardo da Vinci. Nel 1499 abbandonò Milano insieme all’artista toscano. Andò prima a Mantova poi a Venezia. Per Isabella d’Este scrisse il trattato “De ludo scachorum”, prezioso manoscritto sul gioco degli scacchi. Fra Luca Pacioli, oltre ad aver collaborato con Leonardo, fu apprezzato da Erasmo da Rotterdam e studiò con Piero della Francesca.

Fra Luca Pacioli: il trattato sulla sezione aurea con Leonardo da Vinci

Fra Luca Pacioli incontrò Leonardo nel 1497 a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro. Il frate matema­tico commissionò all’artista toscano una serie di tavole con i disegni di sessanta solidi costruiti a partire dalla sezione aurea, usate come illustrazioni per le uniche tre copie originali del suo trattato “De Divina Proportione”, opera che riassume tutto il pensiero di Pacioli. Dei tre manoscritti sono sopravvissuti solo due: uno conservato a Ginevra, che all’epoca fu dedicato a Ludovico il Moro, e l’altro conservato a Milano nella Biblioteca Ambrosiana. Questi testi testimoniano l’influenza degli studi matematici di Pacioli sulle opere di Leonardo, a partire dall’Uomo vitruviano. Luca Pacioli è stato ritratto su una tela, attribuita al veneziano Jacopo de’ Barbari, conservata alla Pinacoteca del Museo di Capodimonte, a Napoli. Al lato del frate matematico appare il “rombicubottaedro”, un rimando alla geometria archimedea che Pacioli affrontò nel suo trattato sulla sezione aurea.



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