PAGAMENTO IMU-TASI 2019/ Gli aumenti varati e la proposta di accorpare le 2 imposte

- Bruno Zampetti

Manca poco alla scadenza fissata per il pagamento dell’acconto Imu-Tasi 2019. Bisognerà infatti provvedere entro lunedì 17 giugno

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PAGAMENTO IMU-TASI 2019, I RIALZI GIÀ VARATI

Manca poco alla scadenza fissata per il pagamento dell’acconto Imu-Tasi 2019. Bisognerà infatti provvedere entro lunedì 17 giugno. Dunque questa settimana non mancheranno gli italiani che dovranno compilare il Modello F24, nella maggioranza dei casi di fatto in modo uguale (salvo ovviamente l’anno di riferimento) rispetto all’anno scorso, visto che i Comuni hanno ancora tempo per deliberare sulle aliquote riguardanti queste imposte. Tuttavia, come segnala Il Sole 24 Ore, “in 246 Comuni sono cresciute le aliquote dell’Imu, mentre in altri 43 si sono alzate quelle residuali della Tasi, il tributo sui ‘servizi indivisibili’ sopravvissuto come aggiunta all’Imu dopo l’abolizione delle imposte sulla prima casa. Fra le scelte delle città più grandi, censite da Confedilizia, va segnalato Torino, dove tra le altre cose cresce (dal 5,75 al 7,08 per mille) l’aliquota per le case date in affitto come abitazione principale, come accade anche a La Spezia (dal 4,6 al 6 per mille). Ma da Biella a Taranto, ci sono anche casi in cui le aliquote vanno in retromarcia.

LA PROPOSTA DI ACCORPARE IMU E TASI

E il Presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, nei giorni scorsi ha detto anche di condividere la proposta del Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, di accorpare l’Imu e la Tasi in un’unica imposta, purché non si arrivi a una mera somma di tasse. “Il Presidente di Confcommercio Sangalli propone di accorpare Imu e Tasi in un’unica imposta. L’intento, che è quello di semplificare la tassazione locale, è certamente condivisibile. La soluzione, però, deve essere ambiziosa, e non limitarsi ad una mera sommatoria di imposte esistenti. Occorre dare vita a un tributo effettivamente legato ai servizi, a carico dei detentori degli immobili, deducibile dal reddito di persone fisiche e imprese, e tale da superare l’attuale sistema di imposizione patrimoniale attraverso una concezione più moderna. Solo così si raggiungerebbe l’obiettivo di una maggiore equità per i contribuenti e di una più virtuosa gestione dei servizi da parte dei Comuni. A Confcommercio proponiamo di lavorare insieme in questa direzione”, ha detto Spaziani Testa.



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