PAGAMENTO IMU-TASI 2019/ Oggi la scadenza per il saldo: il check delle delibere

- Bruno Zampetti

Scadenza pagamento saldo Imu e Tasi 2019, è oggi 16 dicembre. Per il calcolo dell’importo è bene controllare le delibere comunali.

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LaPresse

SCADENZA PAGAMENTO IMU-TASI 2019

Oggi, 16 dicembre, è il giorno della scadenza del pagamento del saldo Imu e Tasi 2019. Ormai da diverso tempo il 16 giugno e appunto il 16 dicembre rappresentano le date clou per versare le imposte comunali, una parte delle quali, come noto, viene riversata allo Stato. Altrettanto noto è il fatto che le prime case, salvo che siano di lusso, sono esentate dal tributo. Secondo l’Ufficio studi della Uil, per le seconde case nelle grandi città si può arrivare anche a una spesa annua superiore ai 2.000 euro, mentre per le prime case di lusso si possono anche raggiungere i 6.000 euro. Come già avvenuto in passato, l’importo della seconda rata dell’Imu-Tasi 2019 è uguale alla prima, salvo che nel frattempo sia intercorsa una delibera comunale che abbia apportato delle modifiche alle aliquote in vigore. È bene quindi, se si procede in autonomia, senza il supporto di professionisti o Caf, controllare le delibere che sono raccolte su un sito del Mef, raggiungibile cliccando qui, e nel caso rivedere l’importo da versare.

L’EVASIONE DELLE IMPOSTE COMUNALI

Questo potrebbe essere l’ultimo anno in cui Imu e Tasi verranno pagate separatamente. C’è infatti l’intenzione di accorpare le imposte comunali in un unico tributo. Anche se non è chiaro se ciò potrebbe aprire la strada ad aumenti. Nelle scorse settimane si era parlato anche della possibilità che venisse introdotta la possibilità di rendere più veloci i pignoramenti in caso di mancato pagamento delle tasse dovute agli enti locali. Una misura che risponde a un problema effettivo di evasione di questo tipo di imposte. La Cgia di Mestre ha infatti calcolato che “tra l’evasione dell’Imu-Tasi, della Tari e il mancato pagamento delle bollette dell’acqua, gli italiani ‘risparmiano’ indebitamente 7,6 miliardi di euro all’anno”. “Se una gran parte di questi mancati pagamenti fosse recuperato, molto probabilmente ci sarebbe la possibilità di abbassare le tasse locali e le tariffe dell’acqua a tutti. Soprattutto nel Mezzogiorno che presenta un’incidenza sul mancato pagamento totale pari al 40 per cento: 10,5 punti in più della media registrata al Centro e 11 in più rispetto a quella del Nord”, ha rilevato il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo.



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