PAGAMENTO PENSIONI AGOSTO 2019/ No soldi ai bancomat: a rischio prelievi l’1 e il 2

- Niccolò Magnani

Pagamento pensioni a rischio l’1 e 2 agosto: soldi potrebbero non essere disponibili agli sportelli. Rischio prelievi ai bancomat per sciopero portavalori: ecco cosa fare

Bancomat Pos carta di credito non funzionano
Immagine di repertorio (LaPresse)

Da giorni ormai le varie banche italiane stanno avvisando i propri correntisti dei vari modi per “ovviare” allo sciopero dei portavalori e al conseguente rischio prelievi ai bancomat del denaro utile, ad esempio, per i pensionati ai quali incombono le spese di fine mese. L’utilizzo di bancomat e carte di credito ovviamente resta la modalità privilegiata ma vi sono zone d’Italia dove magari non tutti gli esercizi dispongono di tali strumenti e dunque per l’1 e 2 agosto dal pagamento delle pensioni fino all’utilizzo corrente del denaro per la spesa di tutti i giorni potrebbe essere comunque un “disagio” per alcuni cittadini. Banca Intesa Sanpaolo ai propri correntisti via mail ha comunicato alcune possibili alternative per ovviare al problema: «a causa dello sciopero nazionale del trasporto valori proclamato per le giornate dell’1 e 2 agosto 2019, il prelievo di contanti alle Casse veloci automatiche e in filiale potrebbe non essere disponibile. Ti ricordiamo che per prelevare è possibile rivolgersi anche alle tabaccherie convenzionate Banca 5 abilitate al servizio: è possibile ritirare contanti fino a 150 euro e l’operazione è gratuita fino al 31 dicembre 2019».

PENSIONI, PAGAMENTO “CAOS” L’1 E 2 AGOSTO

Il prossimo 1 e 2 agosto potrebbero esserci diversi problemi per il pagamento pensioni del mese corrente oltre che un possibile disagio per ogni cittadino nel nostro Paese: stante uno sciopero dei portavalori in tutta Italia, saranno a forte rischio i prelievi di soldi nei bancomat di tutti gli istituti di credito con conseguente difficoltà di possibile esaurimento contanti nei primi due giorni del mese dove in Poste e Banche saranno disponibili gli accrediti per la pensione di agosto. Tutti le principali banche del Paese stanno avvisando in queste ore i propri clienti tramite annunci via mail di potersi preparare per tempo con prelievi, se necessari, i giorni prima o immediatamente successivi l’1 e il 2 agosto 2019: restano però diversi disagi per chi si trova impossibilitato nel farlo prima e chi come i pensionati potrebbero aver bisogno del contante per le varie spese correnti nei primi giorni di accredito della pensione.

PRELIEVI BANCOMAT KO: RISCHIO PAGAMENTO PENSIONI E NON SOLO

Il consiglio è ovviamente quello di utilizzare il più possibile il pagamento tramite carta bancomat o carta di credito per evitare di dover utilizzare il contante laddove proprio non vi sia un’assoluta necessità impellente: lo sciopero nazionale dei portavalori – in agitazione per chiedere il rinnovo del contratto fermo da 3 anni e mezzo, coinvolti 10mila lavoratori del comparto – potrebbe lasciare a secco i distributori di cash di mezzo Paese. «Il prelievo dei contanti potrebbe non essere disponibile, ma le banche si stanno organizzando per avere tutte le disponibilità» ha spiegato a Repubblica il vicedirettore generale dell’Abi Gianfranco Torriero. Non solo, sempre il dirigente dell’Abi spiega come sono state autorizzate le banche ad utilizzare le banconote a disposizione, anche se «gli utenti possono comunque organizzarsi per tempo». Finora Poste Italiane non ha diramato alcun tipo di allerta per il pagamento pensioni di agosto, ma da domani mattina dovrebbero esserci cartelli informativi presso gli sportelli: «L’ approvvigionamento del contante potrebbe non essere regolare. Ci scusiamo per i disguidi». Era già successo lo scorso febbraio una situazione simile ma i disservizi furono minimi e gli utenti si organizzarono per tempo senza particolare problematiche: la speranza è che anche per questo agosto si ripete tale precedente, «Abbiamo provato a scongiurare lo sciopero sin da giugno, ma la trattativa non si è sbloccata», racconta Sandro Pagaria, responsabile nazionale della Filcams Cgil, dopo che è da 43 mesi che il contratto risulta di fatto scaduto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA