Pagamento pensioni giugno 2019/ Tagli assegni e ritardi, M5s contro fake news

- Niccolò Magnani

Pagamento pensioni, accredito di giugno 2019: caos alle Poste per sciopero e disservizi informatici. Oggi ritiro assegno in banca: le ultime novità

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Lapresse

Pagamento pensioni giugno 2019 tra tagli agli assegni e ritardi, il Movimento 5 Stelle nelle scorse ore ha preso posizione per smentire alcune notizie circolate sugli organi di stampa. I grillini, tramite il Blog delle stelle, hanno tenuto a precisare che «stanno circolando fake news che parlano di tagli alle pensioni. Sono tutte menzogne. Si tratta del nuovo schema di indicizzazione delle pensioni rispetto all’inflazione. L’unica cosa che abbiamo tagliato sono i vitalizi e le pensioni d’oro!». Oltre ad aver spiegato il loro punto di vista sulla situazione delle pensioni, i pentastellati hanno evidenziato: «Risparmi che lo Stato ha investito nelle pensioni più basse, sia per aumentarne la rivalutazione sia per finanziare la Pensione di Cittadinanza. Andiamo avanti convinti che diminuire le diseguaglianze non produce solo equità, ma anche maggiore crescita economica. I benefici li raccoglieranno tutti». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

ACCREDITO ASSEGNI, PREVISTE DUE “SFORBICIATE”

È cominciato il pagamento delle pensioni per il mese di giugno ed è già caos tra scioperi, tagli e aumenti. Un mese ricco di novità, come quelle che riguardano i tagli per gli assegni di pensione considerati d’oro. Si tratta di quelle pensioni che superano 100mila euro lordi annui. Ma l’ultima legge di bilancio prevede anche il conguaglio conseguente al taglio della rivalutazione annuale delle pensioni per il 2019. E dunque di fatto la sforbiciata è su due fronti. Della prima vi parliamo in fondo, la seconda invece prende il via così: per le pensioni superiori a 4 volte il minimo e inferiori a 4 la rivalutazione sarà del 97%, del 77% per gli importi tra 4 e 5 volte il minimo, del 52% tra 5 volte e 6 volte il minimo, del 47% oltre 6 volte, del 45 oltre 8 volte e solo del 40% oltre 9 volte il minimo. Ma comunque il taglio con il blocco delle rivalutazioni è a regime da qualche mese, solo che a giugno scatta il recupero di quanto versato in più dall’Inps nei primi tre mesi dell’anno per il ritardo nell’adeguamento da parte dell’Inps alle indicazioni della legge di Bilancio approvata a ridosso di Capodanno. (agg. di Silvana Palazzo)

CAOS POSTE PER UNO SCIOPERO E DISSERVIZI

Causa lo sciopero che sta interessando l’intero settore di Poste Italiane oggi, non sono pochi i disservizi e le code ai vari sportelli che incidono anche sul ritiro del pagamento per le pensioni di giugno: se è vero che oggi è l’accredito delle banche a scattare, è altrettanto vero che numerosi pensionati potrebbero non essersi recati sabato scorso negli sportelli di Poste e abbiano invece deciso di attendere fino a lunedì per recarsi al ritiro dell’accredito via Inps. Non sapevano però che stamattina avrebbero trovato diversi disservizi agli sportelli: file per mancanza di personale e anche tilt di alcuni sistemi informatici, uniti alla maggiore presenza di utenti nei primi giorni del mese presenta un conto “salatissimo” in termini di tempo e pazienza per i tanti pensionati. Saldi e pagamenti sono risultate interdette da qualcosa che ha mandato in falla il sistema informatico: con lo sciopero annesso e il caso esploso in mezza Italia, le proteste e le polemiche alle Poste si stanno ingrossando ogni ora che passa.

FOCUS SU PENSIONE E REDDITO DI CITTADINANZA

Sono cominciati e arrivati gli accrediti rimanenti per il pagamento delle pensioni di giugno: in ogni sportello bancario, i pensionati potranno da questa mattina ritirare la loro pensione dopo averne scoperto la cifra nel cedolino già caricato sul portale Inps. Nel frattempo, giungono novità sul fronte del Reddito-pensioni di cittadinanza per quanto riguarda il mese di maggio e ovviamente anche l’attuale giugno: le nuove domande presentate lo scorso mese saranno elaborate e pagate entro il 15 giugno presso le Poste Italiane con la consueta modalità della ricerca sulla RdC Card. Per quanto riguarda invece il mese giugno, è prevista la ricarica delle card già consegnate relative alle domande presentate a marzo e aprile.

OGGI L’ACCREDITO IN BANCA

Secondo giorno ufficiale oggi per il pagamento delle pensioni 2019 nel mese di giugno, come già anticipato sabato scorso: per via del calendario particolare – con la differenza tra poste e istituto bancari – il 1 giugno è stato il primo giorno bancabile per le Poste Italiane e dunque tutti i pensionati hanno potuto ricevere l’assegno per il mese di giugno come da norma tradizionale. Per tutti quelli che però ricevono l’accredito tramite conto corrente in banca, sabato scorso si è dovuto attendere un piccolo “ritardo” previsto dall’Inps già nel calendario di inizio anno: è dunque previsto per oggi, 3 giugno, ovvero il primo giorno bancabile per le banche (le Poste infatti operano un giorno in più a settimana, ndr) l’accredito per tutti quei pensionati che ancora non avevano ricevuto l’assegno per il mese corrente di giugno. Il calendario per i prossimi mesi vede la suddetta “anomalia” anche per il mese di novembre – sabato 2 accredito in posta, lunedì 4 per gli istituti di credito – mentre tutti gli altri mesi vedono un solo giorno in cui tanto le Poste quanto le Banche provvederanno al pagamento delle pensioni.

PAGAMENTO PENSIONI 2019: NUOVI TAGLI A GIUGNO?

Come purtroppo già analizzato nei nostri precedenti focus in merito, giugno sarà un mese piuttosto amaro per alcuni pensionati (non tutti, ha confermato il Governo): l’esecutivo Lega-M5s ha fatto scattare i tagli alle “pensioni d’oro”, ovvero a tutti quei trattamenti eccedenti l’importo di 100mila euro lordi su base annua. Tali importati saranno ridotti «di un’aliquota percentuale in proporzione agli importi dei trattamenti pensionistici»: il prelievo scelto “di solidarietà” è stato pre-annunciato dall’Inps dove si mettono nero su bianco tutti i tagli previsti, del 15% tra 100mila e 130mila euro. Ancora la circolare Inps, «il taglio sarà invece del 25% per le pensioni da 130mila a 200mila euro, del 30% per gli assegni compresi tra 200mila e 350mila euro, del 35% per chi percepisce tra 350mila a 500mila euro e del 40% per tutti gli assegni sopra i 500mila euro».

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