PAKISTAN, CONDANNA A MORTE PER BLASFEMIA/ Coppia di cristiani rischia impiccagione

- Fabio Belli

Pakistan, condanna a morte per blasfemia. Coppia di cristiani rischia impiccagione, avvocato richiede grazia per i coniugi.

Pakistan
Donne cristiane in preghiera in Pakistan (Lapresse)

Una coppia cristiana in Pakistan rischia l’impiccagione per essere stata condannata a morte per blasfemia. Shagufta Kausar e suo marito Shafqat Emmanuel hanno trascorso gli ultimi sei anni in carcere in attesa di un appello contro la loro condanna a morte per “blasfemia”. In questi giorni la famiglia della povera coppia cristiana della città pakistana centrale di Gojra spera che si possa porre fine al loro calvario, con un’udienza finale presso l’Alta Corte di Lahore prevista per mercoledì. L’avvocato della coppia, Saif ul Malook, che rappresentava anche Asia Bibi, un’altra donna cristiana condannata a morte per blasfemia, ha affermato in un’intervista rilasciata alla BBC che le prove utilizzate per condannare la coppia presentano evidenti lacune. Ma, ha avvertito, i giudici potrebbero avere “paura” di assolvere i sospetti, nel caso in cui siano presi di mira dagli estremisti. Anche i procedimenti giudiziari hanno subito un rallentamento nelle ultime settimane a causa dell’epidemia di coronavirus.

PAKISTAN, PERCHE’ I CRISTIANI SONO PERSEGUITATI

I coniugi sono stati condannati nel 2014 per aver inviato messaggi considerati blasfemi e insultanti nei confronti del profeta Maometto a un imam locale, messaggi inviati via sms da un numero di telefono registrato a nome di Shagufta Kausar. La blasfemia è punibile con la morte in Pakistan e, anche se nessuno è mai stato giustiziato per questo, decine di persone sono state linciate dalla folla in passato dopo essere state accusate del crimine. Il fratello di Shagufta, Joseph, ha dichiarato alla BBC di essere assolutamente sicuro dell’innocenza della coppia e di dubitare fortemente che i due fossero abbastanza colti da aver scritto i messaggi incriminati, visto che la coppia è praticamente semianalfabeta. Shagufta lavorava come custode in una scuola cristiana, mentre suo marito Shafqat è parzialmente paralizzato, sofferente per una disabilità che gli ha causato disagi difficili da affrontare durante la permanenza in carcere, un incubo che per la coppia dura ormai da 6 anni.

 

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