Palacio de Sal in Bolivia/ L’hotel di sale nel Salar de Uyuni, il deserto a specchio

Il Palacio de Sal in Bolivia: si trova nel deserto del Salar de Uyuni, la distesa salina più grande al mondo, l’hotel realizzato con blocchi di sale e circondato da scenari mozzafiato

Il Palacio de Sal
Il Palacio de Sal, in Bolivia (Web, 2019)

Il Palacio de Sal, in Bolivia, un hotel fatto interamente di sale e che a sua volta si trova nel Salar de Uyuni, una immensa distesa desertica e che per I particolari effetti di rifrazione e prospettici che offre rappresenta uno degli scenari più suggestivi dell’intero Sudamerica. Si trova infatti nella parte sud-ovest del Paese che ha per capitale La Paz una struttura alberghiera tanto esclusiva quanto singolare e che non solo è realizzato con il principale prodotto della salina di Uyuni ma sembra una piccola sorta di oasi del segmento “luxury” al centro della più grande distesa di sale al mondo con i suoi oltre 10mila chilometri quadrati e che si trova singolarmente a circa 3600 metri di altezza. Ma cosa propone questa struttura alberghiera sorta nel lontano 1998 e che fu ideata per non rovinare affatto questo splendido scorcio paesaggistico boliviano ma che sembra essere lì da sempre e in armonia con la distesa di sale in cui ci si può addirittura arrivare a specchiare?

UN HOTEL DI SALE NEL DESERTO BOLIVIANO

La storia del Palacio de Sal nel deserto di Uyuni comincia letteralmente due volte: la prima, come accennato, alla fine del secolo scorso quando un visionario albergatore e tour operator boliviano ebbe l’intuizione di far sorgere proprio qui un albergo fatto di sale: e l’hotel che si trova a circa 350 chilometri a sud di La Paz era costituito da oltre un milione di piccoli mattoni a base di cloruro di sodio ma l’idea di Valda era ben lungi dal proporre ai visitatori una struttura spartana perché, alla volontà di prediligere l’eco-sostenibilità, si accompagnava la volontà di offrire tutti quei comfort tipici dei resort di lusso. Il Palacio de Sal fu poi smantellato e costruito nuovamente da zero nel 2004 in un’altra posizione meno centrale nel deserto e con un altro design anche se, proprio per via della sua natura, ogni anno ha bisogno di un restyling perché l’hotel viene intaccato dall’azione delle piogge: al momento infatti la struttura conta 42 camere, tutte realizzate in blocchi di sale come pure il mobilio e altri elementi di arredo ma a disposizione degli ospiti vi sono anche una sauna e una “stanza del vapore”, oltre a una piscina rigorosamente con dell’acqua salata e un ristorante che propone alcuni piatti tipici della cucina locale tra cui anche la carne del lama.

IL “SALAR DE UYUNI” E LE SUE LEGGENDE…

Ma soggiornare presso il Palacio de Sal significa anche avere la possibilità di scoprire le meraviglie del Salar de Uyuni, un deserto in cui una storia dalle origini remotissime e le leggende locali si intrecciano tra di loro: la distesa conterrebbe oggi più di 10 miliardi di tonnellate di sale e sarebbe composto da ben 11 strati (secondo alcune stime qui si troverebbero circa il 30% delle riserve di litio del pianeta) e secondo gli scienziati decine di migliaia di anni fa faceva parte di un lago preistorico che pian piano si è prosciugato per lasciare spazio a due specchi d’acqua di dimensioni notevolmente minori. Passando alla mitologia, ancora oggi si crede che nel deserto si trovino gli “Ojos del Salar”, ovvero due occhi/buchi sulla superficie che sono difficili da notare e inghiottono tutto: la credenza comune è che il Salar nacque dall’unione in matrimonio di alcuni giganti-montagne ma il successivo tradimento di uno dei due portò l’altra a piangere copiose lacrime che formarono la distesa di sale. Ma ciò che rende incredibile il Salar è anche il fatto che durante la stagione delle piogge diventa uno specchio d’acqua in cui il cielo si riflette sulla terra e non esistono più né orizzonte né prospettiva, per uno scenario a metà tra quello onirico e quello lunare e che dà vita a effetti ottici che, uniti al fatto che ci si trova nel bel mezzo di una distesa a perdita d’occhio, sono pressoché unici al mondo.



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