Palamara e il lido ‘occulto’ in Sardegna/ “Io, prestanome del Pm”: favori e incarichi

- Niccolò Magnani

Luca Palamara, spunta nuovo “filone” su gestione da proprietario “occulto” di un lido in Sardegna: “sì, sono un prestanome del pm”. Incarichi e presunti favori

Luca Palamara
Luca Palamara, sotto indagine per lo scandalo Csm (LaPresse)

Il caso Palamara non riguarda più “solo” presunte corruzioni e nomine pilotate di Procure quando il magistrato ora espulso dall’Anm era consigliere del Csm: secondo due scoop di Repubblica e Corriere della Sera emergono nuove intercettazioni in cui Palamara risulterebbe, in attesa di verifiche in sede di indagine, proprietario “occulto” di un lido in Sardegna tramite un suo fidato “prestanome”. Il possibile nuovo filone del “sistema Palamara” sbarca in una spiaggia vicino ad Olbia, nel lido “Kando Istana Beach” dove pare avesse più di un interesse nella gestione.

«Non ha la titolarità di nessun lido in Sardegna, essendosi più modestamente limitato ad acquistare nell’interesse dei figli una piccola quota, per un valore di 23 mila euro, di un chiosco adibito alla vendita di panini, gelati e bibite senza alcuna velleità imprenditoriale e per chi conosce la Sardegna a distanza di circa un’ora di auto da Porto Cervo», hanno spiegato gli avvocati di Palamara al CorSera dopo le intercettazioni emerse su Repubblica il giorno prima. Eppure la storia parte ancora una volta da lontano, dal 2016 quando l’amministratore unico del lido – il commercialista Andrea De Giorgio – diventa effettivo e per “conto” di Palamara. Lo avrebbe ammesso lo stesso De Giorgio alle domande degli inquirenti: «sì, è vero, sono un prestanome di Palamara».

LE NUOVE INTERCETTAZIONI CONTRO PALAMARA

Nel mare magnum delle intercettazioni sullo smartphone del pm romano si sarebbero visti tutti gli scambi per le decisioni da prendere sulla spiaggia sarda: «La somma di denaro necessaria per acquisire la quota, 23mila euro, era stata anticipata per conto del magistrato dal suo amico De Giorgio, come prestanome, al quale Palamara ha restituito nel corso del tempo l’importo di 14mila euro», spiegano le carte della Procura di Perugia riportate dal Corriere della Sera. I dubbi degli inquirenti si fissano sul fatto che non l’intera cifra è stata restituita da Palamara e, parallelamente, vi sarebbero stati diverse “intercessioni” fatte dal magistrato ex Anm presso amici giudici e procuratori: «Il commercialista aveva ricevuto incarichi dai tribunali e dalla procura di Roma […]. In un’occasione ha ringraziato l’amico magistrato per un incarico ricevuto da un altro sostituto procuratore», si legge ancora negli atti allegati all’inchiesta. Gli scambi sui messaggi tra i due sono tutti riferiti a come rendere al meglio quella spiaggia financo ai temi più gestionali e personali («Non è dignitoso avere una spiaggia così. Ti assicuro che la spiaggia libera è dieci volte più ordinata. Trova tu un rimedio perché così è inaccettabile»).

I SOCI DI PALAMARA

Secondo il Corriere della Sera, dalle carte emerge anche un secondo “socio” di Palamara per il Kando Istana Beach, di nome Federico Aureli: in prima battuta, l’uomo interrogato avrebbe prima negato la compartecipazione di Palamara salvo poi riferire «Io penso che le quote sono state formalmente acquistate da Andrea De Giorgio, ritengo però che l’interessamento alla società fosse di Palamara Luca. Nel senso che ritengo che De Giorgio figurasse al posto di Palamara. Fermo restando che gli aspetti contabili venivano gestiti da me insieme a De Giorgio. Penso che le quote, quindi la proprietà del chiosco interessasse a Luca Palamara ma in ogni caso io ho gestito gli aspetti formali e commerciali con Andrea De Giorgio».

Anche in questa occasione vi sarebbero state delle informazioni rivelate da Palamara circa vicende giudiziarie della famiglia dell’imprenditore De Giorgio, «[…] mia moglie è stata denunciata dalla controparte ed è iniziato a suo carico un procedimento penale. Il processo è in corso. Sapevo che il pm conosce Luca Palamara», spiega De Giorgio ai pm di Perugia durante l’interrogatorio redatto con ampi stralci dal CorSera. Gli affari sul «Kando Istana Beach» non fanno parte per il momento delle contestazioni penali a Palamara eppure, secondo il giudice di Perugia «emergono rapporti poco trasparenti o, comunque, commistioni di interessi quantomeno sintomatici di un impiego non appropriato della posizione e della qualità di magistrato».

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