Palazzo Scanderbeg a Roma/ Hotel di lusso dell’eroe albanese dove la sua effigie…

- Raffaele Graziano Flore

Palazzo Scanderbeg a Roma: nei pressi della Fontana di Trevi sorge l’hotel di lusso voluto a suo tempo dall’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota e dove la sua effige…

Palazzo Scanderbeg a Roma
Palazzo Scanderbeg a Roma (Instagram, 2020)

Nel cuore di Roma, ben custodita in quel rione che ha l’omonima Fontana di Trevi come suo occhiello, ha luogo un palazzo molto elegante e ricco di storia che negli ultimi tempi, grazie a un restauro completato di recente, è tornato a nuova vita diventando un prestigioso hotel di lusso: in uno degli angoli più suggestivi della Città Eterna ecco il Palazzo Scanderbeg, situato nella piazza che gli dà il nome e a davvero una manciata di metri non solo dalla più grande fontana capitolina ma anche dal Quirinale, una residenza che risale al XV secolo e che, per i più facoltosi, rappresenta la sistemazione ideale per un soggiorno tra comfort e relax, oltre che per partire alla scoperta delle meraviglie della città. Andiamo dunque di seguito a scoprire quale è la storia di Palazzo Scanderbeg, in che modo si lega al leggendario nome di uno degli eroi nazionali albanesi e come sia diventato negli ultimi anni un albergo di lusso in cui al suo interno si può respirare tutta la storia di diversi secoli di vita.

PALAZZO SCANDERBEG A ROMA, UN HOTEL DI LUSSO DOVE…

Palazzo Scanderbeg deve il suo nome a Giorgio Castriota detto appunto Scanderbeg, principe condottiero e patriota vissuto in Albania nel 1400 e che per il Paese delle due aquile rappresenta una sorta di leggenda perché non solo difese l’Albania dall’invasione ottomana ma anche perché, dichiarato da Papa Callisto III “atleta di Cristo”, nel corso dei secoli alla sua figura si sono ispirati scrittori e drammaturghi. Il motivo per cui questo elegante edificio sorge proprio a Roma è perché colui che fu anche re d’Epiro lo fece costruire e vi soggiornò per circa un anno attorno al 1465 a farvi imprimere il suo ritratto in costume sul portone di ingresso prima di andare via e pare che, secondo una leggenda, sia stato lo stesso Castriota a porre come unico vincolo quello di restaurare quando fosse stato necessario la sua effige nei tempi a venire. Ad ogni modo il Palazzo nel corso dei secoli è andato incontro a diversi lavori di ammodernamento tra cui il primo nel 1843 e fino ad arrivare ai giorni nostri quando è stato deciso, pur rispettandone le caratteristiche originarie, di trasformarlo in una struttura turistica ricettiva di lusso. E in occasione dell’inaugurazione ufficiale del 2017 la tradizione è stata rispettata col… restauro proprio del dipinto che ne sovrasta il portone.

LA STORIA DELL’EDIFICIO E L’EFFIGE DI GIORGIO CASTRIOTA

Oggi Palazzo Scanderbeg (che in romanesco diventa “Scannabbècchi”) non è solo un albergo di lusso incastonato in uno dei punti più belli di Roma ma per chi vi soggiorna rappresenta pure l’occasione di andare alla scoperta dei sui dintorni. Dopo il suddetto restauro conservativo avviato nel 2016 si presenta come una accogliente dimora su quattro piani con in totale undici appartamenti che tra loro differiscono per l’ampiezza e l’arredamento tra cui alcuni con cucine private e altri ad esempio che godono invece di una bellissima vista panoramica di Roma dal loro terrazzo; tra questi le più gettonate sono le suite denominate Scanderbeg e Ambassador, a cui si affianco la Victory e l’Annex. Secondo quanto comunicato al termine dei lavori di circa tre anni fa sono stati impiegati elementi di arredo e design tutti bioecologici e per la maggior parte Made in Italy, mentre i pavimenti sono in ardesia e fatti anche del celebre legno delle briccole veneziane, ovvero i giganteschi pali che affondano nella laguna; tra i servizi proposti c’è quello del maggiordomo personale che si occupa di tutto e pure lo chef a domicilio per rendere la permanenza un’esperienza a metà tra il resort di lusso e… le comodità di casa propria. Senza dimenticare che nelle vicinanze si trova l’omonimo Vicolo Scanderbeg, il primo a Roma che ebbe un nome straniero e che proprio per quello fu stravolto dalla pronuncia romanesca: assieme alla piazza dove sorge il Palazzo rappresentano uno dei tanti gioiellini nascosti della Capitale, senza dimenticare che al suo esterno c’è pure l’Arco della Dataria che collega Palazzo Dataria al Quirinale.

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