Palazzolo Acreide, Castelmola e Gangi/ Borgo dei borghi, la Sicilia

- Dario D'Angelo

Palazzolo Acreide, Castelmola e Gangi: nella finale de “Il borgo dei borghi” c’è spazio per un solo rappresentante della Sicilia, quale sarà?

Palazzolo Acreide, Il borgo dei borghi
Palazzolo Acreide, Il borgo dei borghi

Sono Palazzolo Acreide, Castelmola e Gangi i tre contendenti per un posto in finale a “Il borgo dei borghi” in rappresentanza della Sicilia. Scopriamo il primo, Palazzolo Acreide, località di circa 8600 abitanti in provincia di Siracusa situata sui Monti Iblei. Fu fondata nel 664 a.C. dai siracusani, in quanto colonia di questi ultimi. Qui si trovano numerose testimonianze dei nostri antenati, per esempio la necropoli dell’Intagliatella, un vero e proprio museo a cielo aperto in cui è possibile ammirare diversi bassorilievi ancora ben conservati. Un’altra magnifica attrazione del posto è il Teatro di Akrai, costruito tra il III secolo a.C. e II secolo a.C. Nel 2002 Palazzolo Acreide è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO in particolare grazie alle Chiese di San Sebastiano e San Paolo.

IL BORGO DEI BORGHI, CASTELMOLA

Castelmola si trova in provincia di Messina ed essendo molto vicino a Taormina, attira un gran numero di turisti e visitatori durante tutti i mesi dell’anno. Per quanto riguarda i suoi abitanti, sono invece poco più di mille. Il piccolo paese protagonista a “Il borgo dei borghi” è ben conservato ed è collocato in cima ad un cocuzzolo che sovrasta il Mar Ionio. La parte più alta della montagna è raggiungibile tramite un sentiero che parte da Piazza Sant’Antonino (quella principale) e arriva fino alle rovine di un antico castello. Sempre dalla medesima piazza si può ammirare un panorama mozzafiato sia della città di Taormina, sia della costa circostante. Il 23 aprile si festeggia il Santo Patrono, ossia San Giorgio, la cui scelta rimane ancora un mistero. I festeggiamenti hanno una durata di quattro-cinque giorni e vengono attesi con grande ansia da tutti gli abitanti, i quali prendono parte a diversi spettacoli e ad un piccolo mercato. In questo piccolo paese vengono narrate due antiche leggende, ossia quella di Lady Chatterley e di Florence Trevelyan. L’Amante di Lady Chatterley è un libro scritto da D.H. Lawrence, che fu successivamente ritirato per oscenità. Il romanzo fu ispirato dalle gesta libertine di Frieda von Richthofen, la quale, durante il suo soggiorno a Taormina, diede ampio sfogo alla sua lussuria nelle campagne di Castelmola con Peppino D’Allura, giovane mulattiere locale che aveva il compito di accompagnare la focosa baronessa tedesca alla villa della sua amica, la signora Betty. Un’altra leggenda molto interessante è quella che vede protagonista Florence Trevelyan, una nobildonna britannica che prese dimora proprio a Castelmola per via del matrimonio con il professor Cacciola.
Si innamorò talmente tanto di questa località da impegnare buona parte del suo patrimonio per abbellirla, basti pensare alla realizzazione della mulattiera di Scalazze, nonché alla scorciatoia per arrivare sul Monte Venere.

IL BORGO DEI BORGHI, GANGI

In lizza per rappresentare la Sicilia nell’ultimo atto de “Il borgo dei borghi” vi è infine Gangi, località situata in provincia di Palermo che conta circa 6500 abitanti. Essa dal 2014 fa parte del club dei Borghi più Belli d’Italia.
Le sue origini sono molto antiche e lo testimoniano dei ritrovamenti risalenti all’età del bronzo antica.
In questa piccola città sono sicuramente degne di nota la Chiesa Madre di San Nicolò, dove si trovano il Giudizio Universale di Giuseppe Salerno più delle statue di Filippo Quattrocchi, e la Masseria fortificata di Bordonaro Soprano dove, a differenza di molte altre costruzioni simili, esiste ancora la torre merlata. Una delle feste più importanti è quella dello Spirito Santo, processione che si tiene durante il lunedì di Pentecoste subito dopo la novena. Durante la cerimonia vengono fatte sfilare circa quaranta statue sacre per tutto il paese e prima di essere prostrate davanti allo Spirito Santo, si fanno correre sul sagrato per tre volte.

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