Pannoloni anticovid per paura contagi in bagno/ In ospedale vietato alzarsi di notte

- Lorenzo Drigo

Al San Giovanni di Roma la chiusura del reparto Covid sta creando notevole confusione in seguito allo sviluppo di un cluster Omicron: pazienti costretti ad indossare i pannoloni anticovid

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Ospedale (pixabay)

Omicron, raddoppiati i casi al San Giovanni: arrivano i pannoloni anticovid

Arrivano i pannoloni anticovid. All’ospedale San Giovanni di Roma la chiusura del reparto Covid è stata decisa ormai da tempo, però in questi giorni, a causa anche dell’aumento dei casi di Omicron, il nosocomio si trova a fronteggiare un piccolo cluster di contagi, come si legge in un articolo di Repubblica. Con la fine dello stato di emergenza, infatti, agli ospedali è stata lasciata libera gestione della pandemia e questo ha portato non poca confusione. Fino a poco tempo fa non sembrava più necessario un reparto specifico al San Giovanni, ma la situazione sembra ora essersi ribaltata.

Una fonte interna dell’ospedale conferma a Repubblica che “non c’è disponibilità di posti Covid”, ma è un problema comune a tutto il territorio, mentre il personale di Neurologia è ridotto al minimo. La chiusura del reparto Covid costringe, allora, a soluzioni poco convenzionali e ad una convivenza forzata di positivi e negativi. La maggior parte dei contagi si sta verificando proprio in seguito all’ingresso in struttura di pazienti (negativi, in ospedale per altri tipo di malattie o interventi) che si trovano poi a condividere camere, bagni e spazi comuni con altri pazienti positivi.

Chiusi reparti covid, pazienti costretti ad usare i pannoloni anticovid

Al San Giovanni di Roma, insomma, per la chiusura del reparto Covid non sembrano esserci soluzioni in vista. La stessa fonte, sempre a Repubblica, afferma che i posti letto Covid sono passati da 100 a 20, che “sono tutti già occupati”, mentre al pronto soccorso i 6 posti destinati ai pazienti Covid ospitano attualmente una ventina di pazienti. Un’infermiera racconta come pazienti positivi siano spesso tenuti vicini ad altri pazienti negativi, così come non c’è una distinzione o un distanziamento tra i pazienti in attesa dell’esito del tampone.

Nei reparti la situazione è quasi surreale, con soluzioni spesso raffazzonate. Ad alcuni pazienti, dopo la chiusura del reparto Covid, è stato chiesto di indossare pannoloni anticovid durante la notte per evitare di alzarsi dal letto frequentando ambienti comuni nei quali potrebbero contrarre il virus. Sono state alzate le sponde contenitive ai lettini di tutti i pazienti ed è stata nuovamente imposta la mascherina. Gli operatori sanitari non sanno cosa fare, i letti Covid non bastano e i trasferimenti sembrano impossibili: a farne le spese sono gli stessi operatori, vittime anche loro del cluster.





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