Paola Ferrari/ “Gli Europei sono una festa popolare. Sono milanista per Rivera”

- Elisa Porcelluzzi

Paola Ferrari è uno dei volti Rai 1 di Euro2020. La giornalista si racconta: “Gli Europei, come i Mondiali, sono una festa popolare, non solo un evento sportivo”.

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Paola Ferrari a Tv Talk

Paola Ferrari, la prima donna a condurre 90° minuto, è uno dei volti di Rai 1 degli Europei 2020: tutte le sere alle 20.30 è in studio con Luca Toni e Claudio Marchisio. “Gli Europei, come i Mondiali, sono una festa popolare, non solo un evento sportivo”, ha spiegato a Stefania Zizzari su Tv Sorrisi e Canzoni. Paola Ferrari si occupa di calcio da 30 anni: “La svolta è avvenuta nel 1982 quando abbiamo vinto i Mondiali e si scoprì che davanti ai televisori c’erano tante donne. E poi il calcio è diventato femminile sia per le tante colleghe che lo raccontano, sia per la fortissima nazionale di calcio di Milena Bertolini”. Per la giornalista il calcio è uno sport bellissimo perché “è imprevedibile: anche Davide può vincere contro Golia. Scatena le passione più belle. Ed è veicolo di integrazione”.

Paola Ferrari: “A 8 anni sono diventata Milanista”

Paola Ferrari si è appassionata al calcio fin da bambina quando il padre, tifoso nerazzurro che oggi ha 91 anni, la portava allo stadio: “Mi è sempre piaciuto. Crescendo, andavo a vedere le partite in curva con i miei amici”. A un certo punto però, la giornalista sportiva ha “rinnegato” la sua origine interista ed è diventata tifosa del Milan: “A 8 anni a un derby vidi Gianni Rivera e rimasi folgorata. Cambiai squadra ma fino a i 10 anni è consentito”, ha scherzato con Tv Sorrisi e Canzoni. È così fedele alla sua squadra del cuore che dopo la finale di Champions League del 2005 a Istanbul ha avuto una colica renale ed è stata ricoverata. Il suo giocatore preferito è Marco Van Basten “un attaccante dotato di classe, talento ed eleganza. Ed è pure bello…”. Infine la giornalista ha svelato alla collega un segreto per rinascere gli arbitri in mezzo al campo: “Sono sempre molto pettinati. Danno sempre più importanza alla loro immagine, hanno capito che anche quella conta”.



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