Paolo Bonaiuti, Berlusconi “morto un amico”/ Da FI al Pd “se ne va un signore”

- Niccolò Magnani

Addio a Paolo Bonaiuti, storico ex portavoce di Silvio Berlusconi: il ricordo dell’ex Premier “è morto un amico”. Da Forza Italia al Pd, “se ne va un signore”

Bonaiuti e Berlusconi
Paolo Bonaiuti e Silvio Berlusconi (LaPresse)

Da Forza Italia al Pd, passando per tutto l’arco istituzionale: chi ha avuto a che fare con Paolo Bonaiuti non ha potuto che riconoscere in queste ore di profondo lusso come l’ex portavoce di Berlusconi fosse un autentico signore della politica, dentro e fuori le aule parlamentari. «Con la scomparsa di Paolo Bonaiuti, se ne va un pezzo della nostra vita; un uomo amabile, sempre disponibile con tutti, con amici e avversari. Se dovessi sintetizzare ciò che è stato Paolo nel giornalismo, nel Governo dell’Italia e nel Parlamento potrei dire solo e semplicemente: un Signore, con la esse maiuscola», scrive Pier Ferdinando Casini, ex Pdl nelle file dell’Udc. Dopo Berlusconi, è la sua portavoce attuale, Licia Ronzulli, a lasciare un ricordo del compianto ex collega «Con la tua scomparsa, Paolo Bonaiuti, se ne va un pezzo di storia. Di molti di noi e anche della mia. Ricordo ancora la telefonata con cui mi hai convinto a candidarmi alle Europee, io che tremavo spaventata all’idea di affrontare una campagna elettorale così complicata». A stretto contatto con molti “nuovi” di Forza Italia, la Ronzulli ricorda come Bonaiuti fosse un autentico “faro” per tutti quelli che in quegli anni entravano nell’agone della politica: «Porterò con me i tanti consigli, gli insegnamenti, le dritte, la censura contro il ‘malvezzo giornalistico’, ma anche quel tuo dolce sorriso che portava un po’ di leggerezza anche nelle difficoltà. Eri si’ un bravo professionista, ma non hai mai perso l’umanità nelle relazioni. Oggi questa umanità si è trasformata in affetto e cordoglio da parte di tante tante persone. Ciao Paolino..». Tra i massimi consiglieri ed esponenti di Forza italia al tempo di Bonaiuti Sottosegretario c’era anche Renato Schifani, già Presidente del Senato, e il dolore è parecchio in queste ore «Con la morte di Paolo Bonaiuti perdo un amico, compagno di tante battaglie politiche ma anche di acute riflessioni cui lo portavano la sua grande professionalità, equilibrio e saggezza. Con lui va via un pezzo della mia vita politica, ma resta nel mio cuore l’immutato affetto per un grande uomo. Ciao Paolo».

L’ADDIO DI BERLUSCONI “PAOLO ERA UN AMICO”

La morte di Paolo Bonaiuti lascia un grande vuoto e Silvio Berlusconi è stato tra i primi a ricordare il politico, suo grande collaboratore in passato. Il leader di Forza Italia ha scritto sui social: «Piango, con tutti i miei collaboratori, la scomparsa del senatore Paolo Bonaiuti. A lui, che era un giornalista di successo, chiesi di diventare il mio portavoce e di accompagnarmi nella mia esperienza alla Presidenza del Consiglio, dove è stato a lungo un apprezzato Sottosegretario. È stato un collaboratore particolarmente prezioso e soprattutto un grande amico col quale ho condiviso un lungo percorso. Mi è mancato molto in questi ultimi anni e mi mancherà a maggior ragione ora che è scomparso prematuramente». Il Cavaliere ha poi voluto rivolgere un pensiero alla moglie Daniele ed a tutti i suoi cari, stringendosi al cordoglio. Il mondo azzurro si è stretto attorno la famiglia di Bonaiuti, ecco le parole di Mara Carfagna: «Il mio pensiero commosso va a Paolo Bonaiuti, appena scomparso dopo una lunga malattia. Mi unisco al dolore della moglie Daniela e dei familiari tutti». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

PAOLO BONAIUTI E’ MORTO

È morto dopo una lunga malattia l’ex portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti: il giornalista ed ex parlamentare di Forza Italia è stato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nei Governi Berlusconi II, III e IV rappresentando assieme a Gianni Letta uno dei massimi “consiglieri” politici e tattici del fondatore di FI. Non ce l’ha fatta, richiamato in cielo dopo una lunga malattia che negli ultimi mesi lo aveva costretto in una clinica romana: Bonaiuti è stato senza dubbio uno dei protagonisti dell’epoca d’oro del Berlusconismo nella Seconda Repubblica, sapendo intercettare i problemi e i temi per il dialogo tanto interno alla Coalizione di Centrodestra quanto con le opposizioni. Ne è un esempio la reazione profondamente scossa dell’ex responsabile comunicazione di Renzi, oggi deputato Pd Filippo Sensi: «Molto addolorato per la scomparsa di Paolo Bonaiuti, è stato un gentiluomo a Palazzo Chigi». Lo stessi Sensi ha ricoperto lo stesso incarico di Bonaiuti tanto nel Governo Renzi quanto in quello Gentiloni.

PAOLO BONAIUTI, QUELL’ADDIO “AMARO” AL CAV

Nel giorno in cui la politica è rimasta shoccata per diverse ore per il malore di Matteo Salvini, questa seconda e ancor più grave notizia colpisce tutti: da politici a giornalisti, come racconta bene l’ex direttore di Repubblica Mario Calabresi «Paolo #Bonaiuti prima di #Berlusconi ha avuto tante vite: giornalista, inviato per il mondo, ragazzo ribelle. Un giorno trovai una sua foto degli Anni Sessanta, con i capelli lunghi sulle spalle, sdraiato a fumare sul prato di un’università californiana. Mi piace ricordarlo così». Decisamente critico col Berlusconismo anche l’ottima penna della Stampa Jacopo Iacoboni che su Twitter ricorda così quell’ex portavoce gentiluomo «È morto Paolo Bonaiuti, lo storico portavoce di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Era una persona correttissima, anche e soprattutto con noi giornalisti che certo non eravamo berlusconiani. Lezione che mette malinconia, pensando all’oggi». Dopo anni di permanenza in Forza Italia e nella Casa delle Libertà nel 2014 arriva poi il “tradimento” con il passaggio insieme ad altri colonnelli di FI nel nuovo partito di Alfano, l’Ncd (Nuovo Centrodestra): per 18 anni ombra di Berlusconi, passa poi con l’ex delfino considerato “traditore” dall’ex Presidente del Milan «decisione difficile, sofferta, anche a lungo rinviata. pienamente motivata e già da tempo da divergenze politiche e da incomprensioni personali che si sono approfondite nell’ultimo anno. Faccio gli auguri a Berlusconi con l’affetto dei 18 anni in cui ho lavorato ogni giorno al suo fianco; Non c’è un momento che non tengo con me, mi porto dietro tutto, Je ne regrette rien, vorrei dire con la Piaf», raccontava nella lunga lettera inviata all’ex Premier dopo il passaggio in Ncd. Un signore, anche in quella occasione.

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