PAOLO BONOLIS/ “Non facciamo programmi trash, i critici sono limitati”

- Mirko Bompiani

Paolo Bonolis ospite a Oggi è un altro giorno: “La vanagloria mi disturba abbastanza, non mi nascondo ma sono realistico”.

paolo bonolis
(Oggi è un altro giorno)

«Il successo l’ho vissuto per gradi, mi sono fatto gli anticorpi strada facendo», ha aggiunto Paolo Bonolis nel corso dell’intervista a Oggi è un altro giorno, soffermandosi poi sul cinismo che lo caratterizza: «Il cinismo è una cosa strana: io sono un cinico buono. Il cinismo cattivo è quello che ti porta verso l’indifferenza, quello buono ti porta versa la leggerezza».

Così invece su chi lo accusa di fare una tv trash: «Non mi dispiace, capisco i limiti del critico: si pongono delle etichette e si fa prima a giudicare le cose, è tutto molto sbrigativo. Anche il pensiero non deve soffermarsi troppo per capire. Alcuni prodotti che ho fatto non sono trash, ma racconti divertiti sulla surrealtà che viviamo quotidianamente e sono privi di ipocrisia. Si vive spesso una tv che sa essere ipocrita, quando c’è qualcosa di non ipocrito viene guardato con sospetto. Ciao Darwin non è un prodotto trash, ma racconta il trash, quello che viviamo tutti quanti noi facendo finta che sia una realtà comprensibile». (Aggiornamento di MB)

PAOLO BONOLIS A OGGI É UN ALTRO GIORNO

“Perché parlavo da solo” è il nuovo libro di Paolo Bonolis, ospite di Serena Bortone a Oggi è un altro giorno. Il celebre conduttore ha esordito così: «Parlavo da solo, è un dato oggettivo, e non è neanche male. Sono stato convinto a buttare giù queste riflessioni, maturandole ulteriormente. Ci sono piccoli passaggi di vita vissuta in questo libro. L’ho scritto perché mi sarebbe piaciuto leggere un libro scritto da mio padre per conoscerlo meglio e voglio fare lo stesso per i miei figli. Mi piacerebbe che attraverso questo libro passasse un pensiero, quello di coltivare profondamente i propri sogni ma di diffidare dalle illusioni».

Paolo Bonolis ha poi parlato della sua infanzia: «I genitori hanno il dovere di avere un grosso influsso sulla vita dei figli. Oggi ci sono traiettorie differenti, l’utilizzo dei telefoni porta i figli a essere altrove in questa virtualità di racconto dell’esistenza e la relazione con i genitori vive su piattaforme differenti. Io con i miei genitori ho fatto tante cose. Mia madre è molto libera e ce l’ho anche io questa libertà, lei è tutto meno che ipocrita. Io non sopporto l’ipocrisia, è un po’ una maschera che ti aiuta a sopravvivere ma che ti fa vivere sistematicamente in equilibrio sulle uova».

«Tutta la mia famiglia ha sempre avuto tantissimi figli, i miei genitori hanno avuto solo me. Hanno continuato a divertirsi insieme ma non hanno generato (ride, ndr). Mio padre ci faceva ridere tantissimo, nascondeva i problemi con un cinismo romano. Io sono come mio padre, ho difficoltà a esprimere i sentimenti», ha aggiunto Paolo Bonolis, che ha poi messo in risalto: «La vanagloria mi disturba abbastanza, non mi nascondo ma sono realistico: siamo ciò che siamo e la bellezza è quella. Esaltarsi eccessivamente crea anche delle aspettative nell’individuo stesso che si esalta e finisce di essere deluso».

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