PAOLO BORROMETI/ Video Le Iene: “Minacciato dalla mafia e dai politici”

- Dario D'Angelo

Paolo Borrometi, giornalista siciliano costretto a vivere blindato e sotto scorta: la mafia lo vuole morto per i suoi articoli. A Le Iene: “Minacciato anche dai politici”, ecco perché

paolo borrometi 2019 iene
Paolo Borrometi, foto da Le Iene

Minacciato dalla mafia, il giornalista Paolo Borrometi è delegittimato dallo Stato. Lo spiega “Le Iene” nel suo servizio, che tira in ballo una lettera di pochi giorni fa in cui otto deputati regionali hanno messo in discussione l’attendibilità delle aggressioni e degli attentati subiti dal giornalista, a cui è stata assegnata la scorta. La mente dietro questa lettera è l’onorevole Giuseppe Gennuso. «Perché non gli fanno la risonanza magnetica per vedere se la spalla è menomata?», dice ai microfoni di Ismaele La Vardera, che però gli mostra dei documenti medici. «Borrometi mi perseguita», sbotta poi Gennuso prima di andare via. «Me l’hanno detto in tutti i modi che mi vogliono ammazzare. Quella paura però non deve bloccarti. Ho perso un pizzico della libertà fisica ma ne ho preservata una più importante. Io sognavo di diventare giornalista e sto sognando per questo sogno». (agg. di Silvana Palazzo)

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PAOLO BORROMETI RACCONTA IL SUO INCUBO A LE IENE

E’ un servizio a dir poco drammatico quello firmato da Ismaele La Vardera per Le Iene Show avente protagonista Paolo Borrometi, giornalista siciliano finito nel mirino della mafia, che lo vuole morto per metterlo definitivamente a tacere. Con il suo lavoro, infatti, il 36enne ha raccontato i traffici dei clan mafiosi, che per questo motivo hanno portato a “collezionare” ben 150 denunce per minacce di morte e violenza privata, fino al ritrovamento di due molotov destinate a lui. Ma quelle nei confronti di Borrometi, purtroppo, non sono rimaste soltanto minacce senza seguito: 5 anni fa il giornalista è stato infatti aggredito nella sua casa di campagna di Modica. Questo il racconto di quella terribile esperienza fatto da Borrometi a Le Iene: “Avevano una sorta di sottocasco completamente nero. Mi presero questo braccio , me lo girarono dietro la schiena tirandolo violentemente, mi diedero dei calci… E poi dissero ‘se non ti fai i cazzi tuoi questa è solo la prima’”.

PAOLO BORROMETI SOTTO SCORTA: “LA MAFIA MI VUOLE MORTO”

Il servizio di Ismaele La Vardera su Paolo Borrometi si apre con un audio inquietante: è quello realizzato dal fratello di un noto capomafia di Siracusa e indirizzato al giornalista e scrittore siciliano. Queste le parole rivolte a Borrometi: “Gran pezzo di merda, ti dico una cosa così almeno la smetti: ti vengo a cercare fino al culo di tua madre o di tua moglie e ti spacco il culo con le mani, giuro che con due pugni in faccia ti mando all’ospedale. Nomina nuovamente mio fratello e ti vengo a cercare fino a casa. E ti massacro“. Borrometi, vista la situazione, è costretto a vivere blindato e sotto scorta. Eppure c’è stato qualcuno che ha avuto il coraggio di accusarlo di avere inventato queste minacce per avere il “privilegio” della scorta. Una tesi a dir poco assurda, come spiegato dallo stesso Borrometi: “Vivere con cinque uomini ogni giorno e non potere andare al mare, al cinema, non potere avere una vita privata, non potere neanche abbassare il finestrino mentre stai in macchina, ma che privilegio è?“.

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