Com'è morto Paolo Calissano: l'attore caduto in depressione, il mix di farmaci e il (presunto) ruolo dell'ex amministratore Matteo Minna
Durante la diretta di oggi – lunedì 10 novembre 2025 – della trasmissione “Storie di Sera” si tornerà a parlare dell’ancora misterioso caso dell’attore Paolo Calissano morto nel dicembre del 2021 all’interno della sua abitazione a Roma: un decesso a lungo ritenuto (e ancora oggi è tale) un vero e proprio suicidio, ma che nasconde alcune ombre sui fatti che spinsero Paolo Calissano a intraprendere la strada che lo portò a togliersi la vita.
Partendo proprio da quel dicembre del 2021, è importante ricordare che il corpo ormai senza vita di Paolo Calissano fu trovano la sera del 30 dicembre all’interno della sua abitazione: l’ultimo contatto certo risaliva alla sera prima e nell’abitazione non furono trovati segni che avvalorassero l’idea di un furto finito in tragedia o di un’aggressione; mentre fu l’autopsia a chiarire che la morte era legata all’assunzione di un mix letale di farmaci antidepressivi.
Seppur in un primo momento – come atto dovuto – la procura aprì un fascicolo per capire cosa fosse veramente successo a Paolo Calissano, con il proseguire delle indagini e con la voce del fratello Roberto – peraltro oggi ospite a Storie di Sera – fu avvalorata la tesi del suicidio: Paolo Calissano, d’altronde, da tempo soffriva di una grave depressione e aveva avuto già avuto diversi problemi con la droga, in un puzzle che sembrava (e sembra) quadrare perfettamente.
Il caso di Paolo Calissano: cosa c’entra l’ex amministratore di sostegno Matteo Minna nel suicidio dell’attore
Proprio nella storia di Paolo Calissano precedente al 2021, infatti, troviamo le probabili ragioni che avrebbero potuto spingerlo a compiere un suicidio: nel 2005, infatti, fu giudicato colpevole per aver ceduto della cocaina a un’amica poi deceduta per overdose e negli anni l’attore non è più riuscito a scrollarsi di dosso il marchio del tossicodipendente, dicendo – di fatto – addio alla sua carriera cinematografica e televisiva.

Tuttavia, nella storia di Calissano c’è anche un retroscena che potrebbe ulteriormente spiegare il complesso quadro che l’attore si trovò ad affrontare in un momento difficile della sua vita: fu, infatti, affidato all’amministratore di sostegno Matteo Minna, attualmente coinvolto in un processo con le ipotesi di peculato e circonvenzione di incapace dato che – secondo la Procura – avrebbe sottratto indebitamente 500mila euro a Paolo Calissano; aggravando – almeno, teoricamente – la fragilità dell’assistito che depresso e schiacciato dai debiti sarebbe arrivato a togliersi la vita.
