Paolo Ruffini/ “Ecco cosa ho imparato dai ragazzi down”

- Rossella Pastore

Paolo Ruffini conduce Colorado in coppia con Belen Rodriguez. L’attore è reduce dalle riprese di un corto dedicato interamente ai ragazzi disabili.

Paolo Ruffini
Il conduttore Paolo Ruffini

Paolo Ruffini torna in tv con Colorado. Questa sera infatti, andrà in onda la prima delle repliche della stagione 2019 del programma, che lo vedrà al fianco di Belen Rodriguez anche lei in veste di conduttrice. In questo periodo, Ruffini si è dedicato strenuamente al lavoro cinematografico con i ‘suoi’ ragazzi, down, autistici e in carrozzina, nella consapevolezza che portare avanti un progetto come questo può voler dire molto per le persone con una disabilità del genere, finalmente incluse in una produzione audiovisiva che non è solo un gioco, ma rappresenta una vera e propria opportunità lavorativa. In questo senso, Super Giò, il nuovo cortometraggio di Paolo Ruffini, non è un film sull’autismo, ma un film ‘con’ l’autismo. Prodotto in collaborazione con Oisma – Un faro per l’autismo, il corto racconta la storia vera di una persona autistica, alle prese con le sfide di una quotidianità resa complicata dalla sua condizione. Complicata, certo, ma non per questo meno felice: Paolo Ruffini sa bene che la ‘malattia’, se così vogliamo chiamarla, non è un tema tabù, dunque si può scherzare o quantomeno prendere con leggerezza anche le situazioni che coinvolgono direttamente un autistico o chi è portatore di una disabilità più o meno grave.

Paolo Ruffini: “Questo corto dà spazio al loro talento”

Lavorando molto soprattutto con i ragazzi down, Paolo Ruffini ha imparato che il modo migliore per averci a che fare è uno solo: trattarli da persone normali. “Ho imparato che i ragazzi che vivono questa condizione, non hanno bisogno di essere guariti, hanno semplicemente bisogno di essere compresi, accolti. E noi, per riuscirci, abbiamo bisogno di un solo strumento: la sensibilità. Questo cortometraggio vuole essere un’esperienza di condivisione, di comunicazione sensibile, dando spazio al talento e al valore dell’unicità che risiede in ogni essere umano”. Super Giò, in realtà, è solo il primo dei progetti organizzati dall’Oisma per fornire nuovi stimoli a questi ragazzi. Terminate le riprese, per esempio, si attiverà un laboratorio sulla regia e sul doppiaggio che vedrà anche la partecipazione di Monica Ward: “Siamo molto orgogliosi che sia proprio l’Oisma a rappresentare il mondo della neurodiversità nel progetto Super Giò”, ha dichiarato a Today la presidente Rosaria Ferrara. “In questa esperienza cinematografica sono coinvolte le famiglie ed i ragazzi di ambo le nostre sedi, Roma e Battipaglia. Crediamo e creiamo quotidianamente spazi di vita inclusivi, luoghi attenti alle necessità e risorse dei ragazzi affinché raggiungano i livelli più alti possibili di autonomia ed autodeterminazione”.



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