Paolo Sorrentino miglior regia con È stata la mano di Dio/ E’ il sesto David per lui!

- Mirko Bompiani

Paolo Sorrentino candidato alla miglior regia ai David di Donatello 2022 per il film È stata la mano di Dio, il suo più intimo e personale

Paolo Sorrentino
Paolo Sorrentino (LaPresse, 2019)

Paolo Sorrentino

ha conquistato il sesto David di Donatello della sua carriera su 23 candidature complessive con “E’ stata la mano di Dio”, film che gli è valso quest’anno anche la candidatura all’Oscar. Una vittoria che ha emozionato il regista ma anche il suo “mentore” Antonio Capuano, celebrato nella pellicola e premiato in precedenza durante la sera. Capuano ha esultato rumorosamente per la vittoria di Sorrentino che ha scherzato sul tifo in platea: “Ormai è abituato, ha visto il film dove lui si alza in platea e inizia a parlare“, richiamando una scena presente nella pellicola premiata per la miglior regia. (agg. di Fabio Belli)

PAOLO SORRENTINO, CANDIDATO ALLA MIGLIOR REGIA AI DAVID DI DONATELLO 2022

Paolo Sorrentino

sarà tra i grandi protagonisti della 67esima edizione dei David di Donatello. Il cineasta campano è in corsa per il premio alla miglior regia per il film È stata la mano di Dio, il suo più intimo e personale, un racconto emozionante e lontano dal “suo” cinema. Il 64enne di Ischia dovrà vedersela con Giuseppe Tornatore, Leonardo Di Costanzo, Gabriele Mainetti e Mario Martone.

Presentato in concorso alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove ha vinto il Leone d’argento – Gran premio della giuria. È stata la mano di Dio è stato candidato all’Oscar per il miglior film straniero, battuto dal giapponese Drive my car. Ma critica e pubblico sono d’accordo: ci troviamo di fronte a una delle opere migliori di Paolo Sorrentino, che ha abbinato la sua estetica ad una narrazione emozionante, ricca di sentimento e di amore, in ricordo dei genitori scomparsi tragicamente quando lui era solo un adolescente.

PAOLO SORRENTINO, CANDIDATO ALLA MIGLIOR REGIA AI DAVID DI DONATELLO 2022

Nonostante qualche solito detrattore, Paolo Sorrentino è considerato il più importante regista italiano contemporaneo. Il 52enne di Napoli ha raccolto successi su successi ed è riuscito a vincere anche un premio Oscar, quello del 2014 con La grande bellezza. Il suo palmares parla da solo: oltre al riconoscimento dell’Academy, un Golden Globe, quattro European Film Awards, un Premio BAFTA, cinque David di Donatello e otto Nastri d’argento. Senza dimenticare la sua attività da scrittore: nel 2010 è arrivato terzo al Premio Strega con il suo romanzo Hanno tutti ragione.

Dopo aver lavorato da aiuto regista al fianco di alcuni maestri della settima arte, pensiamo a Capuano su tutti, Paolo Sorrentino ha iniziato la carriera dietro la macchina da presa nel 2001 con L’uomo in più, che ancora oggi resta tra i suoi film migliori. Il divo nel 2008 ha tracciato un solco, fino al successo internazionale con This must be the place, con protagonista Sean Penn. La grande bellezza lo ha reso tra i registi stranieri più amati da Hollywood e non è mancato “un salto” nella serialità con The Young Pope e The New Pope.







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