Paolo Tozzi “Pseudoscienze problema culturale”/ “Ciarlatani? In società consapevole…”

- Emanuela Longo

Come combattere le fake news in ambito scientifico? Un problema culturale ancor prima che giuridico, come spiega l’astrofisico Paolo Tozzi

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Fake News

L’astrofisico Paolo Tozzi, in un articolo di opinione sul Corriere della Sera, ha voluto affrontare il tema delle fake news e come combatterle in ambito scientifico, sottolineando come si tratti soprattutto di un problema culturale ancor prima che scientifico. Come ribadisce Tozzi, si tratta di un problema in drammatica crescita quello legato alla diffusione della pseudoscienza. Il ruolo degli scienziati sembra contare poco rispetto alla giustizia. Un ragionamento che parte dopo la notizia di una giornalista francese finita a processo perché smascherava la paseudoscienza. Lo stesso Tozzi si è ritrovato in una situazione paradossale che lo ha portato ad una conclusione: “diffondere falsità è lecito, denunciare la diffusione di falsità è reato”.

Più che un problema giuridico, dunque, è chiaro come tutto abbia a che fare con l’opinione pubblica. E così, l’azione di attribuire valore scientifico ad affermazioni senza alcun supporto sperimentale ed a supporto di attività commerciali deve essere considerata una truffa. Se una società è consapevole di ciò il problema della pseudoscienza viene meno e così anche i ciarlatani non avrebbero motivo di esistere in quanto non ci sarebbe nessuno disposto a comprare le loro pseudomedicine o pseudoteorie. Ed invece, spesso questa consapevolezza non esiste ma c’è piuttosto una benevola tolleranza di qualunque affermazione in nome di una distorta idea di democrazia.

PAOLO TOZZI INTERVIENE SULLE PSEUDOSCIENZE

Come rammenta l’astrofisico Paolo Tozzi, ci vogliono anno di studio per dare vita ad una opinione scientifica e pochi minuti per confezionare una bufala pseudoscientifica. Al tempo stesso ci vogliono cinque minuti per criticare un’opinione scientifica e anni per dimostrare l’infondatezza di una qualunque opinione. Tozzi punta il dito proprio contro l’eccessiva tolleranza verso la pseudoscienza spesso conseguenza di “disastrose dittature”. Il compito degli scienziati potrebbe essere quello di diffondere questa consapevolezza e chiedere ai giudici di non difendere la pseudoscienza in nome della libertà di parola o di impresa ma probabilmente potrebbe non essere sufficiente.

Tozzi, inoltre, ha riscontrato nella pseudoscienza gli stessi meccanismi presenti nelle sette. E di fronte a ciò, l’astrofisico si è ritrovato a porsi sempre di più una serie di domande: “Ebbene, di fronte a queste prospettive, non dovremmo forse essere noi a prendere l’iniziativa, ben oltre, intendo, il ruolo di divulgatori della cultura scientifica? Non dovremmo essere noi stessi ad arginare i ciarlatani, per evitare che il veleno della pseudoscienza dilaghi?”.

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