Paolo Valeri, bufera su arbitro Milan-Juventus/ Rigore CR7, rosso Theo e gli errori

- Niccolò Magnani

Bufera sull’arbitro Paolo Valeri dopo Milan-Juventus di Coppa Italia: il rigore a Cristiano Ronaldo, il rosso a Theo Hernandez e gli errori commessi

Milan-Juventus
Arbitro Valeri in Milan-Juventus, Coppa Italia (LaPresse, 2020)

Sulla valutazione della serata tutt’altro che semplice dell’arbitro Paolo Valeri in Milan-Juventus di Coppa Italia, partiamo insolitamente dal fondo: il designatore unico Nicola Rizzoli lo ha confermato e nel prossimo imminente turno di Serie A dirigerà Lecce-Spal, sfida caldissima per la zona salvezza (è sorta di ultimo appello per la squadra di Ferrara). Se però si guardano le polemiche e gli effettivi errori ravvisati in campo, potrebbe sorprende come scelta: e invece sui grandi “nodi” – rosso a Theo Hernandez e rigore al 90esimo dopo rovesciata di Cristiano Ronaldo – la scelta discrezionale usata da Valeri è stata valutata come non passibili di gravi errori. Sono decisamente più gravi altre mancanze disseminata lungo la partita che non portano Valeri ad una sufficienza in pagella, per i diversi commentatori esperti arbitrali il giorno dopo: la Juventus recrimina per un rigore non dato a Cuadrado e per una mancata espulsione di Kessié, il Milan invece oltre a lamentare la gestione dei cartellini gialli (Castillejo, Ibrahimovic e Theo erano diffidati e salteranno tutti la gara di ritorno ad inizio marzo), invoca un fallo all’inizio dell’azione che ha poi portato al rigore decisivo Cr7-Calabria all’ultimo minuto che ha fissato il punteggio sull’1-1 dopo il vantaggio di Ante Rebic. Non solo, sul primo giallo al terzino fenomenale in maglia rossonera v’era due secondi prima un fallo di Dybala contro Bennacer e poi il fallo non sembra così grave da meritare l’ammonizione: il secondo giallo invece è netto e inevitabile con Theo che pecca di veemenza e travolge il n.10 bianconero.

PAOLO VALERI, LA PAGELLA DEGLI EX ARBITRI

Inevitabile che la bufera su Paolo Valeri arrivi per quel rigore all’ultimo secondo, non visto in prima battuta ma segnalato dal Var: si tratta di uno dei casi-limite che quest’anno hanno riempito le analisi su Var e varisti con l’effettivo colpo sul braccio di Calabria mentre è in caduta e con la posizione delle braccia che potrebbe essere ravvisabile come rigore oppure no. A prima vista, gli errori più gravi però non sono appunto né il rosso né il rigore, quanto piuttosto il giallo a Castillejo che pareva più un fallo veniale (anche se la reazione dello spagnolo era evitabile), il mancato rigore a Cuadrado e il fallo su Ibra ad inizio azione poco prima del rigore concesso a Cristiano Ronaldo. Osservando le “pagelle” di due ex arbitri come Graziano Cesari e Andrea De Marco, l’arbitro Paolo Valeri non viene promosso in nessuno dei due casi: «Disastrosa. Da un arbitro esperto come lui non mi aspetto tutti questi errori. Secondo me era nervoso, non ha retto la pressione, non è entrato in sintonia con i giocatori. Non dico sia inadatto, ma probabilmente non è in un buon periodo di forma», attacca Cesari che poi specifica «Per me il rigore non c’era assolutamente. Se un giocatore si alza in elevazione e ricade in quel modo, anche se il pallone tocca il braccio non è mai rigore. Era da fischiare il penalty su Cuadrado per la gomitata di Rebic e doveva essere espulso Kessie per identico fallo sul colombiano». Per De Marco, intervenuto a Radio Sportiva, «Valeri ha scontentato entrambe le squadre, quello che ha fatto più discutere è la concessione del rigore alla Juve, sul fallo di mano c’ molta conclusione, si sente anche dalle parole degli allenatori. E’ simile a quello di Cerri ad inizio stagione anche se quello non era un tiro in porta. Il designatore però disse che nel caso in cui un calciatore salta di testa e ricade con braccio largo e di spalle per la dinamica dell’azione, non è rigore».



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