Paolo Vallesi/ “La Forza della vita, un inno di speranza”

- Emanuele Ambrosio

Paolo Vallesi tra gli ospiti de “I soliti Ignoti Special Vip” in onda sabato 23 maggio su Raiuno e rivela “Ora o mai più? avevo mille dubbi”

Paolo Vallesi (Facebook)
Paolo Vallesi (Facebook)
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Paolo Vallesi è tra gli ospiti de “I soliti Ignoti Special Vip“, la puntata speciale del quiz show condotto da Amadeus sabato 23 maggio 2020 in prima serata su Raiuno. Tra i protagonisti c’è anche il cantautore de La forza della vita, canzone con cui si è classificato al terzo posto nella categoria Big del Festival di Sanremo 1992. A distanza di 28 anni quella canzone è ancora oggi una hit al punto da diventare un inno, un vero e proprio simbolo ai tempi del Coronavirus. Il brano, infatti, è stato scelto da 25 artisti spagnoli tra cui Marta Sanchez, Jon Secada, Andy Lucas, Hugo Salazar, Marta Botia, Lydia, Alejandra Gomez, Pablo Perea, Alberto Comesana, Maria Vilalon, Funambolista che ne hanno fatta una splendida versione spagnola dal titolo “La fuerza de la vida” come ponte di unione tra l’Italia e la Spagna, due dei paesi maggiormente colpiti dalla pandemia. “Hanno avuto l’idea di riproporre La Fuerza de la Vida e mi hanno contattato per partecipare a questo canto che questi artisti hanno intonato, ognuno da casa sua. Ho partecipato volentieri alla performance, è un onore che abbiano scelto questa mia canzone come brano manifesto di questo momento in Spagna” ha dichiarato entusiasta Vallesi a La Nazione.

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Paolo Vallesi, La Forza della vita diventa un inno di speranza in Spagna

Proprio così, “La forza della vita” di Paolo Vallesi è diventata un inno di speranza in Spagna. La canzone, terza classificata al Festival di Sanremo 1992, continua a regalare grandi soddisfazioni al cantautore toscano visto che 25 artisti spagnoli hanno scelto proprio il suo brano come inno di speranza in questo momento storico così difficile per via dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. “Ne sono felice e quando posso cerco di frequentare quella scena musicale, lo scorso anno ho duettato con Verónica Romero” – ha detto Vallesi commentando la notizia e precisando – “tornando a La Fuerza de la Vida, non è la prima volta che riprendono quel brano collettivamente. Una decina di anni fa lo cantarono i giovani partecipanti a Operación Triunfo, l’equivalente ispanica di Amici”. Dopo anni di oblio il cantante è tornato alla ribalta grazie alla seconda edizione di “Ora o mai più”, il talent musicale condotto lo scorso anno da Amadeus. Un’edizione che l’ha visto trionfatore e che il cantante ricorda così “avevo mille dubbi prima di partecipare al programma. Poi ho deciso che era giusto mettermi in gioco ed è stato bello scoprire di avere ancora tanti fan. Da quella vittoria è nato un concerto bellissimo a Firenze e un tour”.

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Paolo Vallesi: “La melodia italiana è più viva che mai”

In realtà in tutti questi anni Paolo Vallesi ha continuato sempre a lavorare: “mi ritengo un musicista prima ancora che cantante e la mia attività è sempre proseguita anche come produttore. Non avevo più fatto niente di nuovo perché non c’erano le condizioni per farlo”. Del resto la musica in tutti questi anni è cambiata molte volte a svantaggio della qualità: “sono un attento ascoltatore di musica. Più ascolto brani, sempre meno italiani e più mi rendo conto che le produzioni d’oltreoceano sono realizzati splendidamente ma su melodie estremamente semplici. La melodia italiana è più viva che mai, solo che oggi viene presentata sotto un’altra forma. Ed è quello che sto facendo anche io”. Parlando poi di Covid-19 e della quarantena Vallesi ha raccontato come ha trascorso questi mesi di lockdown: “ho fatto tante dirette streaming. Il nostro lavoro è fatto di momenti di solitudine in cui si scrive. Poi condivido lo schermo con altri musicisti per produrre tanti giovani con Nic United, la nuova etichetta musicale che ha costituito la Nazionale Italiana Cantanti, di cui sono direttore artistico. Attraverso i suoi canali social è possibile vedere cosa stiamo producendo, quello che si muove di nuovo e interessante. In un momento come questo si capisce che la musica è un importante momento di unione. Mi auguro che in futuro chi fa musica, a tutti i livelli, venga sempre più tutelato”.



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