Papa Francesco: “amo i film di Fellini”/ “Cinema neorealismo parla al mio cuore”

- Niccolò Magnani

Papa Francesco confessa l’amore per il cinema italiano, specialmente il neorealismo: “Fellini, Magnani, Fabrizi. Film che parlano al mio cuore e provocano la coscienza”

Papa Francesco con gli esercenti cinema
Papa Francesco in Vaticano con l'Associazione cattolica Esercenti Cinema-Sale della Comunità-ACEC (LaPresse)

Un Papa Francesco ‘inedito’ quello che emerge nell’ultimo libro-intervista di monsignor Dario Edoardo Viganò, vice Cancelliere della Pontifica accademia delle Scienze e delle Scienze sociali e in passato già Prefetto del Dicastero per la Comunicazione. Negli ultimi giorni alcune anticipazioni sono emerse sui quotidiani “Corriere della Sera”, “Repubblica” e “La Stampa” con un Santo Padre che riaffiora come grande amante del cinema italiano e del neorealismo in generale, cresciuto con i film di Fellini e Anna Magnani e da sempre colpito dal linguaggio visivo molto potente della pellicola: «I film del neorealismo ci hanno formato il cuore e ancora possono farlo», spiega il Papa all’autore del libro “Lo sguardo, la porta del cuore. Il neorealismo tra memoria ed attualità” (presentazione mercoledì 21 luglio all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede).

«Direi di più», aggiunge Papa Francesco, «quei film ci hanno insegnato a guardare la realtà con occhi nuovi. Quanta necessità abbiamo oggi d’imparare a guardare! La difficile situazione che stiamo vivendo, segnata a fondo dalla pandemia, genera preoccupazione, paura, sconforto: per questo servono occhi capaci di fendere il buio della notte, di alzare lo sguardo oltre il muro per scrutare l’orizzonte».

IL PAPA E L’AMORE PER IL CINEMA ITALIANO

L’amore e la cultura sul cinema italiano per Papa Francesco nasce grazie all’educazione dei propri genitori fin dalla sua infanzia: «i miei genitori mi hanno insegnato a godere dell’arte, nelle sue varie forme […] tra i film che i miei vollero assolutamente che noi conoscessimo c’erano proprio quelli del neorealismo. Tra i dieci e i dodici anni credo di aver visto tutti i film con Anna Magnani e Aldo Fabrizi, tra cui Roma città aperta di Roberto Rossellini che ho amato molto. Per noi bambini in Argentina, quei film sono stati molto importanti, perché ci hanno fatto capire in profondità la grande tragedia della guerra mondiale». Il cinema può condurre l’essere umano a conoscere di più, può insegnare a guardare il reale: «Quello neorealista è uno sguardo che provoca la coscienza. I bambini ci guardano è un film del 1943 di Vittorio De Sica che amo citare spesso perché è molto bello e ricco di significati. In tanti film lo sguardo neorealista è stato lo sguardo dei bambini sul mondo: uno sguardo puro, capace di captare tutto, uno sguardo limpido attraverso il quale possiamo individuare subito e con nitidezza il bene e il male». Il film preferito di Papa Francesco è senza dubbio “La strada” di Fellini, quello che ha amato di più in quanto «M’identifico molto in quel film, in cui troviamo un implicito riferimento a san Francesco. Fellini ha saputo donare una luce inedita allo sguardo sugli ultimi. In quel film il racconto sugli ultimi è esemplare ed è un invito a preservare il loro prezioso sguardo sulla realtà».



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