Papa Francesco, video Messa Santa Marta/ Omelia: “il mistero dell’Incarnazione”

- Niccolò Magnani

Diretta Santa Messa da Cappella Santa Marta di Papa Francesco: omelia e celebrazione in video streaming e su Tv2000. Il Mistero dell’Incarnazione

Papa Francesco, Messa Santa Marta
Papa Francesco, Messa Santa Marta (Vaticano, 2020)

Nel giorno della Festa dell’Annunciazione, Papa Francesco all’interno dell’omelia della S.Messa da Casa Santa Marta ha voluto porre forte accento all’Incarnazione e al mistero che sottende l’intera esperienza cristiana che nasce proprio da quel “Sì” di Maria all’Angelo. «L’evangelista Luca poteva conoscere questo soltanto dal racconto della Madonna. Ascoltando Luca, abbiamo ascoltato la Madonna che racconta questo mistero. Stiamo davanti al mistero. Forse il meglio che possiamo fare adesso è rileggere questo passo, pensando che è stata la Madonna a raccontarlo»; citando poi il passaggio centrale del Vangelo, il Papa ha ricordato la straordinaria umiltà e sequela della Madonna nel rispondere all’Angelo «Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. E l’angelo si allontanò da lei.  Questo è il mistero». Nell’introduzione alla Santa Messa, Papa Francesco ha lodato il lavoro assiduo delle suore in questo momento drammatico per il Paese: «Oggi, festa dell’Incarnazione del Signore, le suore Figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli, che dirigono, prestano servizio nel dispensario di Santa Marta da 98 anni, sono qui a Messa, rinnovano i voti insieme con le loro consorelle in ogni parte del mondo. Vorrei offrire la Messa oggi per loro, per la Congregazione che lavora sempre con gli ammalati, i più poveri, come qui da 98 anni, e per tutte le suore che stanno lavorando in questo momento accudendo gli ammalati e anche rischiando la vita e dando la vita». Alle 12 l’appuntamento con il Papa prevede la recita del Padre Nostro sempre in diretta streaming: qui il collegamento. Qui sotto il video della S.Messa integrale del Papa a Santa Marta.

DIRETTA MESSA SANTA MARTA, 25 MARZO

La lunga giornata di Papa Francesco di questo 25 marzo comincia come sempre con la diretta della Santa Messa dalla Cappella di Casa Santa Marta: un appuntamento divenuto ormai irrinunciabile per i tanti fedeli che non possono recarsi nelle chiese di tutta Italia per i divieti imposti dalle misure anti-coronavirus. Nella giornata in cui il Pontefice terrà la consueta Udienza Generale (alle ore 9.30) e il Padre Nostro universale (ore 12,30, momento fortemente voluto da Bergoglio per rispondere alla pandemia con l’universalità della preghiera), tutto non può che partire con il Corpo di Cristo e la Parola del Signore: e così, come per tutti gli altri eventi di questo particolare momento storico, anche la Santa Messa da Santa Marta sarà in diretta video streaming sul canale YouTube di Vatican News. «Ho avuto la notizia che in questi giorni sono venuti a mancare alcuni medici, sacerdoti, non so se qualche infermiere, ma si sono contagiati, hanno preso il male perché erano al servizio degli ammalati. Preghiamo per loro, per le loro famiglie, e ringrazio Dio per l’esempio di eroicità che ci danno nel curare gli ammalati», aveva cominciato così ieri il Santo Padre nel prendere parte alla celebrazione da Santa Marta, sempre con un pensiero e la preghiera dedicate al momento di estrema gravità che l’Italia intera sta passando.

PAPA FRANCESCO, OMELIA SANTA MARTA DI IERI

«La chiave è l’incontro con Gesù, dopo. «Lo trovò nel tempio e gli disse: “Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio» (v. 14). Quell’uomo era in peccato, ma non perché ne aveva fatta una grossa, no: il peccato di sopravvivere e lamentarsi della vita degli altri; il peccato della tristezza che è il seme del diavolo, di quella incapacità di prendere una decisione sulla propria vita, e invece guardare la vita degli altri per lamentarsi. Non per criticarli: per lamentarsi. “Loro vanno prima, io sono la vittima di questa vita”: le lamentele, respirano lamentele, queste persone»; la storia del cieco nato, narrato nel Vangelo di ieri, è stato approfondito da Papa Francesco nell’omelia dalla Cappella Santa Marta, con una speciale “annotazione” su quel peccato spesso neanche “accennato” nelle confessioni, ma presentissimo nella società di oggi. L’accidia: «Mi fa pensare a tanti di noi, a tanti cristiani che vivono questo stato di accidia, incapaci di fare qualcosa ma lamentandosi di tutto. E l’accidia è un veleno, è una nebbia che circonda l’anima e non la fa vivere. Ed è anche una droga perché se tu l’assaggi spesso, piace. E tu diventi un “triste-dipendente”, un “accidia-dipendente”… È come l’aria che respiri. E questo è un peccato abbastanza abituale tra noi: la tristezza, l’accidia, non dico la malinconia ma si avvicina». Tanto ieri, come al termine della Santa Messa di questa mattina, il Papa reciterà la preghiera per fare la comunione spirituale dato che la stragrande maggioranza degli italiani segue dallo streaming e non può ancora uscire di casa «Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare. Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io Ti abbraccio e tutto mi unisco a Te. Non permettere che abbia mai a separarmi da Te».



© RIPRODUZIONE RISERVATA