Papa Francesco/ “Il virus dell’indifferenza egoista è peggiore del Covid-19”

- Carmine Massimo Balsamo

Papa Francesco invoca una riforma profonda dell’economia: “Servono condizioni lavorative decenti e dignitose”

Papa Francesco
Papa Francesco, S. Messa in San Pietro (Vaticano, 2021)

Serve una riforma economica per contrastare disoccupazione e lavori degradanti: così Papa Francesco in un videomessaggio ai partecipanti alla 109.ma riunione della Conferenza Internazionale del Lavoro, al via oggi online a Ginevra. Bergoglio ha voluto dedicare un pensiero a chi si trova ai margini del lavoro, una situazione aggravata drammaticamente dall’emergenza Covid-19.

«Molti migranti e lavoratori vulnerabili, insieme alle loro famiglie, restano esclusi dall’accesso a programmi nazionali di promozione della salute, prevenzione delle malattie, cure e assistenza, come pure dai piani di protezione finanziaria e dai servizi psicosociali», ha spiegato Papa Francesco, ricordando come la mancanza di misure di tutela sociale siano alla base dell’aumento della povertà, della disoccupazione, della tratta umana e dello sfruttamento minorile.

PAPA FRANCESCO: “SERVE UNA RIFORMA PROFONDA DELL’ECONOMIA”

Papa Francesco ha invocato condizioni lavorative decenti e dignitose per tutti, pilastro per un nuovo futuro del mondo del lavoro che promuova il bene comune. Nel corso del suo intervento video, il pontefice argentino ha invocato un dialogo alla pari tra governi, imprenditori e lavoratori, così da favorire anche le categorie sociali più vulnerabili come giovani, migranti, indigeni e poveri. Senza dimenticare le donne, che risentono fortemente dell’impatto del coronavirus in termini di isolamento o esposizione estrema a rischi per la salute: «Non disponendo di asili nido accessibili, i figli di queste lavoratrici sono esposti a un maggior rischio per la salute, perché le madri devono portarli con loro sul posto di lavoro o lasciarli a casa incustoditi». Papa Francesco ha poi messo in risalto l’urgenza di una riforma profonda dell’economia: «Una società non può progredire scartando, il rischio è quello di essere attaccati da un virus ancora peggiore del Covid-19: quello dell’indifferenza egoista».



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