Papa Francesco in Iraq: video diretta/ Bergoglio: “Realizziamo il sogno di Dio”

- Niccolò Magnani

Papa Francesco in Iraq: diretta video. Il Santo Padre ha incontrato l’Ayatollah Al-Sistani nella sua residenza di Najaf, poi la tappa a Nassiriya

Papa in Iraq
Papa Francesco in Iraq (LaPresse)

«Noi, fratelli e sorelle di diverse religioni, ci siamo trovati qui, a casa, e da qui, insieme, vogliamo impegnarci perché si realizzi il sogno di Dio: che la famiglia umana diventi ospitale e accogliente verso tutti i suoi figli; che, guardando il medesimo cielo, cammini in pace sulla stessa terra»: questo l’appello lanciato da Papa Francesco nello storico incontro interreligioso.

Come riportano i colleghi di Vatican News, Bergoglio ha ricordato che in Iraq le nubi oscure del terrorismo, della guerra e della violenza si sono addensate e il Paese ha visto tutte le sofferenze delle comunità etniche e religiose. Papa Francesco ha poi rimarcato che educare i più giovani alla fraternità è «il vaccino più efficace per un domani di pace», per poi rivolgere un invito ribadendo che «chi segue le vie di Dio non può essere contro qualcuno, ma per tutti». (Aggiornamento di MB)

PAPA FRANCESCO IN IRAQ, L’INCONTRO CON AL-SISTANI

Prosegue la visita di Papa Francesco in Iraq. Dopo Baghdad, il Santo Padre ha fatto tappa a Najaf, nel sud del paese, dove ha incontrato Il Grande Ayatollah Al-Sistani, la massima autorità religiosa per gli sciiti. L’incontro è stato privato, tenutosi nella casa del leader religioso: “Ha difeso deboli dalla violenza durante la visita di cortesia, durata circa quarantacinque minuti – le parole del portavoce vaticano, Matteo Bruni, riportate da TgCom24.it – il Santo Padre ha sottolineato l’importanza della collaborazione e dell’amicizia fra le comunità religiose perché, coltivando il rispetto reciproco e il dialogo, si possa contribuire al bene dell`Iraq, della regione e dell’intera umanità”.

“L`incontro – ha proseguito e concluso Matteo Bruni – è stata l’occasione per il Papa di ringraziare il Grande Ayatollah Al-Sistani perché, assieme alla comunità sciita, di fronte alla violenza e alle grandi difficoltà degli anni scorsi, ha levato la sua voce in difesa dei più deboli e perseguitati, affermando la sacralità della vita umana e l’importanza dell’unità del popolo iracheno”. Al termine del vis a vis con l’Ayatollah Al-Sistani il Papa è volato a Nassiriya, quindi pregherà a Ur dei Caldei con i rappresentanti di altre religioni. Nel pomeriggio il ritorno a Baghdad per la messa in rito caldeo, prima volta del Pontefice. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PAPA FRANCESCO IN IRAQ: DIRETTA VIDEO, BERGOGLIO “VIOLENZA INCOMPATIBILE CON LA FEDE”

Nuove dichiarazioni di Papa Francesco direttamente dall’Iraq. Il pontefice argentino ha voluto ricordare di aver colto «l’opportunità di compiere questa Visita Apostolica, a lungo attesa e desiderata, nella Repubblica di Iraq; di poter venire in questa terra, culla della civiltà strettamente legata, attraverso il Patriarca Abramo e numerosi profeti, alla storia della salvezza e alle grandi tradizioni religiose dell’Ebraismo, del Cristianesimo e dell’Islam». Papa Francesco ha poi aggiunto, riporta Rai News: «Esprimo la mia gratitudine al Signor Presidente Salih per l’invito e per le cortesi parole di benvenuto, che mi ha rivolto anche a nome delle altre Autorità e del suo amato popolo. Ugualmente saluto i Membri del Corpo diplomatico e i Rappresentanti della società civile». (Aggiornamento di MB)

PAPA FRANCESCO IN IRAQ: “TACCIANO LE ARMI”

Arrivano le prime dichiarazioni di Papa Francesco dal suo viaggio in Iraq. «Basta violenze, estremismi, fazioni e intolleranze», le parole del Pontefice, che ha subito rivolgere un appello che racchiuse il senso del suo viaggio nel Paese arabo. Come riporta Il Fatto Quotidiano, Bergoglio ha sottolineato di essere a Baghdad come penitente, chiedendo perdono al cielo e ai fratelli per tante distruzioni e crudeltà. «Vengo come pellegrino di pace, in nome di Cristo, principe della pace. Quanto abbiamo pregato, in questi anni, per la pace in Iraq! San Giovanni Paolo II non ha risparmiato iniziative, e soprattutto ha offerto preghiere e sofferenze per questo. E Dio ascolta, ascolta sempre! Sta a noi ascoltare lui, camminare nelle sue vie», ha spiegato Papa Francesco: «Tacciano le armi! Se ne limiti la diffusione, qui e ovunque! Cessino gli interessi di parte, quegli interessi esterni che si disinteressano della popolazione locale. Si dia voce ai costruttori, agli artigiani della pace! Ai piccoli, ai poveri, alla gente semplice, che vuole vivere, lavorare, pregare in pace». (Aggiornamento di MB)

PAPA FRANCESCO: “VIAGGIO IN IRAQ É UN DOVERE”

«Il viaggio in Iraq è un dovere verso una terra martoriata»: così Papa Francesco ai microfoni dei giornalisti nel corso del volo che lo ha portato da Roma a Baghdad. Il pontefice ha espresso contentezza nel riprendere i viaggi apostolici ed ha tenuto esprimere un pensiero in vista della missione: ricordiamo che Bergoglio ha ricevuto il premio “Maria Grazia Cutuli” per il suo ruolo di inviato speciale nel nome di fede, fratellanza e pace. «Sono contento di riprendere i viaggi», le parole di Papa Francesco riportate dai colleghi di Vatican News.  Poi il pontefice argentino ha tenuto a fare un saluto – con mascherina, nel rispetto delle norme anti-Covid – a giornalisti e operatori a bordo dell’aereo: «Non voglio rimanere lontano, passerò per salutarvi più da vicino: grazie per la compagnia che mi fate». (Aggiornamento di MB)

PAPA FRANCESCO IN IRAQ, IL MESSAGGIO DI SERGIO MATTARELLA

È partito alle ore 7.45 il Santo Padre dall’Aeroporto di Fiumicino, ricevendo il messaggio accorato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Realizzando un proposito che San Giovanni Paolo II non poté attuare, la Sua presenza in Iraq rappresenta per le martoriate comunità cristiane di quel Paese e dell’intera regione una concreta testimonianza di vicinanza e di paterna sollecitudine. La missione di Vostra Santità assume, inoltre, una particolare valenza quale segno di continuità dopo il Viaggio Apostolico negli Emirati Arabi Uniti, compiendo un ulteriore passo lungo il cammino tracciato dalla dichiarazione sulla fratellanza umana».

Dall’Iraq invece parla il Cardinal Luis Raphael Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei: intervistato da Radio Vaticana, il presule celebra quel cuore iracheno che batte per l’arrivo del Santo Padre Francesco «c’è un’attesa così forte da parte di tutti per un cambiamento. Ma anche i cristiani hanno preparato i luoghi dove andrà, le chiese, la liturgia … c’è un’attesa straordinaria!». L’abbraccio che il Papa darà all’Iraq è qualcosa di fondamentale per ripartire nel futuro prossimo con un velo di speranza in più in un luogo che sembra “dimenticato da Dio”: «Il Santo Padre parlerà della fraternità umana e della fraternità spirituale quando andrà a Ur, la terra di Abramo, ma parlerà anche della speranza, della fiducia, della solidarietà e della collaborazione di tutta la popolazione per un futuro migliore. I cristiani anche devono uscire dal loro complesso e dalle loro paure e preoccupazioni e devono aprirsi. Qui c’è tanta gioia da parte di tutti». Il Papa oggi in Iraq è segno vivente che ‘quel’ Dio non si è dimenticato di nessuno, neanche di quel popolo martoriato dalle dittature.

IL VIAGGIO DEL PAPA IN IRAQ

«Siete tutti Fratelli», questo è il motto voluto fortemente da Papa Francesco nell’intraprendere il viaggio apostolico in Iraq, il primo extra Ue dall’inizio della pandemia, da oggi 5 marzo fino all’8 marzo. A poche settimane dal tremendo attentato a Baghdad e con una situazione di tensione interna tra Covid e lotte geo-politiche sul destino del Medio Oriente, il Santo Padre non solo ha confermato il suo viaggio apostolico ma ha offerto questa sua lunga visita in terra irachena – primo Papa nella storia – al processo di pace e fraternità che merita questa Terra martoriata che diede i “natali” al grande padre di tutti i monoteismi, Abramo.

Infondere coraggio e speranza al popolo iracheno e di tutto il Medio Oriente è il primo importantissimo obiettivo del viaggio di Papa Francesco, ma non certo l’unico: si cercherà di continuare e rafforzare i ponti tra il Vaticano e il mondo dell’Islam con il dialogo interreligioso che passerà attraverso l’incontro con uno dei leader musulmani più influenti al mondo, l’Ayatollah Ali al-Sistani. «Il popolo iracheno ci aspetta – ha spiegato nell’ultima l’udienza generale mercoledì scorso – Aspettava San Giovanni Paolo II, quando gli è stato vietato di andare: non si può deludere un popolo per la seconda volta». Come ha riportato l’Ispi in vista dell’importante viaggio apostolico, l’Iraq ha visto diminuire dell’80% la popolazione cristiana negli ultimi 20 anni dopo la deposizione del dittatore Saddam Hussein e la disgregazione dell’unità politica irachena. Ad oggi i cristiani presenti sul territorio sono lo 0,4-0,7% del totale, ma non sarà solo a loro che il Rappresentante di San Pietro guarderà nella visita spalmata su 3 giorni.

IL VIDEO MESSAGGIO AI FEDELI IRACHENI

«Vengo come pellegrino, come pellegrino penitente per implorare dal Signore perdono e riconciliazione dopo anni di guerra e di terrorismo, per chiedere a Dio la consolazione dei cuori e la guarigione delle ferite. E giungo tra voi come pellegrino di pace, a ripetere: «Voi siete tutti fratelli» (Mt 23,8). Sì, vengo come pellegrino di pace in cerca di fraternità, animato dal desiderio di pregare insieme e di camminare insieme, anche con i fratelli e le sorelle di altre tradizioni religiose, nel segno del padre Abramo, che riunisce in un’unica famiglia musulmani, ebrei e cristiani», così scrive Papa Francesco nel video messaggio inviato prima del Viaggio Apostolico in Iraq.

Bergoglio parla ai testimoni e ai martiri della fede che resistono nel vivere con e per Gesù nonostante tutti i drammi e le persecuzioni: «Sono onorato di incontrare una Chiesa martire: grazie per la vostra testimonianza! I tanti, troppi martiri che avete conosciuto ci aiutino a perseverare nella forza umile dell’amore. Avete ancora negli occhi le immagini di case distrutte e di chiese profanate, e nel cuore le ferite di affetti lasciati e di abitazioni abbandonate. Vorrei portarvi la carezza affettuosa di tutta la Chiesa, che è vicina a voi e al martoriato Medio Oriente e vi incoraggia ad andare avanti». Un viaggio nel segno di Abramo, come ricorda ancora il Papa nel video messaggio «Da voi, millenni fa, Abramo incominciò il suo cammino. Oggi sta a noi continuarlo, con lo stesso spirito, percorrendo insieme le vie della pace! Per questo su tutti voi invoco la pace e la benedizione dell’Altissimo. E a tutti voi chiedo di fare lo stesso di Abramo: camminare nella speranza e mai lasciare di guardare le stelle».

PAPA IN IRAQ, IL PROGRAMMA

La sala stampa del Vaticano ha diffuso il lungo programma del viaggio apostolico di Papa Francesco, visibile in diretta video streaming sul canale YouTube di Vatican News e diretta tv su Tv2000: questa mattina la partenza da Fiumicino con il saluto del Premier Mario Draghi che verrà personalmente in aeroporto per un breve ma significativo colloquio con il Santo Padre. L’arrivo a Baghdad è previsto nel pomeriggio con accoglienza ufficiale e incontro con il Primo Ministro Mustafa Al-Kadhimi presso Palazzo Presidenziale, con visita di cortesia al Presidente della Repubblica Palazzo Presidenziale. A seguire, in chiusura della prima giornata in Iraq, l’incontro del Papa con i vescovi, sacerdoti, religiosi e seminaristi nella Cattedrale Siro-Cattolica di “Nostra Signora della Salvezza” a Baghdad.

Sabato 6 marzo il Santo Padre si trasferirà a Najaf, la città santa degli sciiti, con l’atteso incontro con il grande ayatollah Sayyid Ali Al-Husaymi Al-Sistani; a seguire, il volo verso Nassiriya, per l’incontro interreligioso presso la Piana di Ur. Nel pomeriggio il rientro a Baghdad con celebrazione della Santa Messa presso la Cattedrale Caldea di San Giuseppe. Domenica 7 marzo invece la partenza per Erbil dove incontrerà i rappresentanti della regione autonoma del Kurdistan iracheno: a seguire, volo in elicottero verso Mosul per la preghiera di suffragio per le vittime della guerra presso Hosh al-Bieaa. Al termine, Papa Francesco si recherà sempre in elicottero per Qaraqosh, con la visita alla comunità cristiana locale e la recita dell’Angelus. Nel pomeriggio, il rientro a Erbil dove la Santa Messa sarà celebrata nello Stadio “Franso Hariri”, prima di rientrare a Baghdad. Il giorno dopo, lunedì 8 marzo, cerimonia di congedo all’aeroporto di Baghdad per il rientro a Roma-Ciampino.


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