Papa Francesco: Recovery Plan esempio solidarietà/ “Crisi politica, fate le riforme”

- Niccolò Magnani

Papa Francesco, il discorso al corpo diplomatico in Vaticano: “crisi economica, sociale e politica, serve fare le riforme e non avere paura. Recovery Plan esempio solidarietà”

Papa Francesco
Papa Francesco, Corpo diplomatico Vaticano (LaPresse, 2021)

Dalla crisi politica a quella economica-sociale, passando per i temi fondanti dell’ambiente, della sanità e della scuola: di questo e di molto altro Papa Francesco ha parlato oggi nel lungo discorso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. «Vorrei allora soffermarmi su alcune delle crisi provocate o evidenziate dalla pandemia, guardando nel contempo alle opportunità che da esse derivano per edificare un mondo più umano, giusto, solidale e pacifico», ha spiegato il Santo Padre davanti al nutrito gruppo di ambasciatori raccolti nell’Aula della Benedizione in Vaticano.

Molto netto il primo accenno alla crisi sanitaria per Papa Francesco, «La pandemia ci ha rimesso potentemente dinanzi a due dimensioni ineludibili dell’esistenza umana: la malattia e la morte. Proprio per questo richiama il valore della vita, di ogni singola vita umana e della sua dignità, in ogni istante del suo itinerario terreno, dal concepimento nel grembo materno fino alla sua fine naturale. Purtroppo, duole constatare che, con il pretesto di garantire presunti diritti soggettivi, un numero crescente di legislazioni nel mondo appare allontanarsi dal dovere imprescindibile di tutelare la vita umana in ogni sua fase». Ribadito il ricorso a piani vaccinali accessibili a tutti – tematica sempre più presente nel Magistero di Francesco – mentre è sul piano economico e politico dove necessitano altrettante riforme urgenti a livello mondiale: «La crisi economica che ne è conseguita ha messo in evidenza un altro morbo che colpisce il nostro tempo: quello di un’economia basata sullo sfruttamento e sullo scarto sia delle persone sia delle risorse naturali. Ci si è dimenticati troppo spesso della solidarietà e degli altri valori che consentono all’economia di essere al servizio dello sviluppo umano integrale, anziché di interessi particolari, e si è persa di vista la valenza sociale dell’attività economica e la destinazione universale dei beni e delle risorse. L’attuale crisi è allora l’occasione propizia per ripensare il rapporto fra la persona e l’economia». Serve una “rivoluzione copernicana” che riponga l’economia di nuovo al servizio dell’uomo, spiega il Papa, e in questo senso motivo di speranza è il piano Next Generation Eu varato dall’Unione Europea in risposta alla catastrofe sanitaria: «significativo l’impegno dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri, che pur tra le difficoltà, hanno saputo mostrare che si può lavorare con impegno per raggiungere compromessi soddisfacenti a vantaggio di tutti i cittadini. Lo stanziamento proposto dal piano Next Generation EU rappresenta un significativo esempio di come la collaborazione e la condivisione delle risorse in spirito di solidarietà siano non solo obiettivi auspicabili, ma realmente accessibili».

PAPA FRANCESCO E LA CRISI POLITICA

Non di solo Covid però vive la crisi delle nazioni in questo 2021 appena cominciato e già con un forte carico di aspettative per l’immediato futuro: «Le criticità che ho fin qui evocato pongono in rilievo una crisi ben più profonda, che in qualche modo sta alla radice delle altre, la cui drammaticità è stata posta in luce proprio dalla pandemia. È la crisi della politica, che da tempo sta investendo molte società e i cui laceranti effetti sono emersi durante la pandemia. Uno dei fattori emblematici di tale crisi è la crescita delle contrapposizioni politiche e la difficoltà, se non addirittura l’incapacità, di ricercare soluzioni comuni e condivise ai problemi che affliggono il nostro pianeta». Il Papa nel suo discorso al Corpo Diplomatico evidentemente si riferisce a tutte le latitudini e in tutti i territori (a partire dal Golpe in Myanmar), non ha dunque nell’orizzonte solo l’attuale crisi italiana: ma è altrettanto evidente quanto la situazione del nostro Paese sia perfettamente inseribile nella disamina di Bergoglio «non si può tacere che nel corso degli ultimi anni il sistema multilaterale ha mostrato anche alcuni limiti. La pandemia è un’occasione da non sprecare per pensare e attuare riforme organiche, affinché le Organizzazioni internazionali ritrovino la loro vocazione essenziale a servire la famiglia umana per preservare la vita di ogni persona e la pace».

Il Santo Padre lancia un appello ad una nuova unità della politica, dopo averne sottolineato tutti i limiti: «Uno dei segni della crisi della politica è proprio la reticenza che spesso si verifica ad intraprendere percorsi di riforma. Non bisogna avere paura delle riforme, anche se richiedono sacrifici e non di rado un cambiamento di mentalità. Ogni corpo vivo ha bisogno continuamente di riformarsi e in questa prospettiva si collocano pure le riforme che stanno interessando la Santa Sede e la Curia Romana». Medio Oriente, Russia-Usa, Cina, Libia, Siria e tanti altri “punti di tensione” a livello internazionale vengono citati e rimarcati dal Papa nell’ottica di una rinnovata fratellanza scandita dall’ultima enciclica “Fratelli Tutti”.

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