Papa “sussidiarietà per uscire migliori dalla crisi”/ “Dobbiamo ascoltare gli ultimi”

- Paolo Vites

Papa Francesco: “Sussidiarietà per uscire migliori dalla crisi. Dobbiamo ascoltare gli ultimi, non i potenti”, ha detto nell’udienza generale di oggi

Papa Francesco oscar perino
Papa Francesco (LaPresse)

L’importanza del principio  di sussidiarietà. A questo concetto, ripreso dall’enciclica di Papa Pio XI nel 1929 ai tempi della Grande Depressione economica, papa Francesco ha dedicato l’udienza generale di oggi. “Si tratta di un principio sociale mosso da un doppio dinamismo: dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto. Devono essere coinvolti sia i livelli più alti del corpo sociale, come lo Stato, i livelli intermedi o minori. Il contributo degli individui, delle famiglie, delle associazioni, delle imprese, di tutti i corpi intermedi e anche delle Chiese è decisivo. Le voci dei popoli indigeni, le loro culture e visioni del mondo – ha detto il Papa – non vengono prese in considerazione. Ma oggi, ha sottolineato Papa Francesco, si è diffuso come un virus il mancato rispetto del principio di sussidiarietà”. Il pontefice ha ovviamente paragonato quella situazione con quella che viviamo oggi, “una crisi sanitaria e al tempo stesso sociale, politica ed economica”.

LA GUERRA DEL VACCINO ANTI COVID

Negli ultimi tempi Francesco ha espresso più volte la preoccupazione che la corsa al vaccino contro il Covid-19 rischi di diventare un affare economico per poche aziende e per poche persone, escludendo i più poveri: “Pensiamo anche al modo di curare il virus: si ascoltano più le grandi compagnie farmaceutiche che gli operatori sanitari, impegnati in prima linea negli ospedali o nei campi profughi. Questa non è la strada buona. Tutti vanno ascoltati, questi che sono in alto e quelli che sono in basso, tutti”. Aggiungendo che “pensiamo alle grandi misure di aiuti finanziari attuate dagli Stati. Si ascoltano di più le grandi compagnie finanziarie anziché la gente o coloro che muovono l’economia reale. Si ascoltano di più le compagnie multinazionali che i movimenti sociali. Parlando in dialetto quotidiano, si ascoltano più i potenti che i deboli e questo non è il cammino, non è il cammino umano, non è il cammino che ci ha insegnato Gesù, non è attuare il principio di sussidiarietà. Così non permettiamo alle persone di essere protagoniste del proprio riscatto”. 



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