Paragone “concorso Azzolina, indagano 6 procure”/ Video “Ministra però nega gli atti”

- Niccolò Magnani

Lucia Azzolina, l’attacco fortissimo di Gianluigi Paragone sul concorso dirigenti: “indagano 6 procure ma lei non fornisce gli atti, è arroganza”. Il video

Lucia Azzolina
Lucia Azzolina, Ministro dell'Istruzione (LaPresse, 2020)

È passato in sordina nell’opinione pubblica, visto il più urgente inizio della scuola avvenuto ieri, ma resta comunque un nodo politico non irrilevante il concorso dirigenti scuola che ha visto la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina di fatto “autoassumersi” una volta giunta al Miur (il concorso era del 2017). In una video dai toni molto polemici il suo ex compagno di partito, Gianluigi Paragone, non gliele manda a dire e invita la politica ad interrogarsi sul “caso” concorso: «Lucia è una “Alice nel Paese delle Meraviglie” alla quale tutto sfugge», attacca il fondatore di “Italexit”, «ma sul concorso per dirigenti scolastici a cui lei partecipò ecco che gli artigli li tira fuori». Il concorso vinto dalla Ministra Azzolina, che l’ha resa dirigente scolastico, è attualmente sottoposto «a nove ricorsi al TAR del Lazio perché segnato da grandissime irregolarità e vi stanno indagando ben 6 procure». Il problema è che diversi ricorrenti aventi diritto hanno difficoltà ad affermare le proprie ragioni visto che la Azzolina, secondo quanto denunciato da Paragone, ha reso segreti i risultati del concorso, non consultabili.

L’ATTACCO DI PARAGONE ALLA EX COMPAGNA DI PARTITO

«La Ministra ha vinto un concorso ma non è ancora dirigente scolastico: anzi, l’ha superato ma quel concorso è sub-judice dal Consiglio di Stato per diverse irregolarità» prosegue sia sul Tempo sia nel video diffuso sui propri canali social Gianluigi Paragone. «Recita una parte fondamentale: la gnorri. Tu domandi della trasparenza degli atti? Domandi della sua prova? Pretendi che il ministero si uniformi alla trasparenza, parola un tempo magica dalle parti dei Cinquestelle? Lei parla d’altro, finge di ignorare, balbetta cose e con piglio ultimativo fa melina al fine di inserire il silenziatore», attacca ancora l’ex M5s, espulso dopo non aver votato contro la Manovra di Bilancio del Governo Conte-2. La chiosa finale è ancor più dura, come ribadito sull’editoriale del Tempo del 14 settembre: «mentre SuperAzz spende le più belle parole per augurare un buon anno agli studenti, mentre parla del valore educativo della scuola e soprattutto sottolinea la campagna anti-bullismo, ecco che lei è la prima che con l’arroganza del Potere ministeriale nega quella trasparenza degli atti e delle prove che faciliterebbero la soluzione del concorso -giallo cui lei stessa partecipo».



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