Parroco ucciso da narcos prima della messa/ Padre Orozco Alvarado aveva 33 anni

- Alessandro Nidi

Narcos uccidono parroco in Messico: morto giovane sacerdote di appena 33 anni durante uno scontro nei pressi della chiesa

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Un parroco di 33 anni, padre Juan Antonio Orozco Alvarado, è stato ucciso in Messico dopo essersi trovato in mezzo a uno scontro fra bande rivali di narcos per la disputa del territorio. L’omicidio ha avuto luogo nella giornata di sabato, come ha riportato l’agenzia stampa Fides. In particolare, stando alle indiscrezioni fornite da fonti locali e riportate nel nostro Paese dal quotidiano “Avvenire”, l’uomo, anzi, il ragazzo, considerata la sua giovanissima età, è deceduto proprio mentre si stava recando verso la chiesa per celebrare la Santa Messa presso la comunità di Tepehuana de Pajaritos.

A un certo punto, secondo le ricostruzioni che giungono dall’altra parte dell’Atlantico, alcuni componenti armati del cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNG) e del cartello di Sinaloa hanno dato vita a una duro scontro fra di loro. Purtroppo, durante quegli attimi di tensione e di violenza, tanto il religioso quanto un gruppo di fedeli della comunità che l’avevano accolto e si stavano dirigendo insieme a lui verso l’edificio sacro per la messa, si sono trovati loro malgrado coinvolti in quegli accadimenti drammatici, senza disporre di alcuna via di fuga o potersi in qualche modo riparare.

PARROCO UCCISO DA NARCOS: AVEVA INIZIATO LA SUA ESPERIENZA PERSONALE IN ZONA SOLO 6 MESI FA

Padre Orozco Alvarado, il parroco ucciso dai narcos, si trovava a Santa Lucia de la Sierra, nel municipio di Valparaiso, da pochissimo tempo, come riferisce il quotidiano “Avvenire”. Noto a tutti come padre Juanito, aveva iniziato solamente 6 mesi fa il suo lavoro pastorale nella zona. In queste ore ha preso la parola la Conferenza Episcopale Messicana (CEM), la quale ha preso le distanze da quanto verificatosi, pregando Nostra Signora de Guadalupe affinché “consoli il nostro dolore con il suo cuore di madre e ripristini la giustizia e la pace nella nostra società”. Inoltre, la CEM ha rammentato che Fray Juan – originario di Monclova – è statovittima della violenza che esiste nel nostro Paese”. Una piaga della società messicana che, purtroppo, pare essere ben lontana dall’essere estirpata.



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