Partito comunista, compleanno in chiesa/ Cina: festa con vescovo senza mandato papale

- Alessandro Nidi

Il Partito comunista in Cina entra in… chiesa: utilizzata una cattedrale, alla presenza del vescovo (mons. Lei), per i festeggiamenti legati all’anniversario di fondazione

Cina, Consiglio del Popolo
Partito Comunista Cina, Congresso Nazionale del Popolo in streaming (LaPresse, 2021)

Il Partito comunista è “entrato in chiesa” per festeggiare il suo compleanno. La notizia viene riferita da “Asianews”, sulle cui colonne si sottolinea che la cattedrale della diocesi di Leshan (Sichuan) è state utilizzata per celebrare l’anniversario della nascita del Pcc lo scorso 29 giugno, Festa di San Pietro e Paolo, alla presenza del vescovo, monsignor Lei Shiyin, di alcuni sacerdoti e suore. Una festa in leggero anticipo, dato che la fondazione ufficiale del Partito guidato poi da Mao Zedong risale al primo luglio 1921.

In tale circostanza, l’esortazione destinata alla comunità cattolica è stata quella diascoltare la parola del Partito, sentire la grazia del Partito e seguire il Partito. Una fonte cattolica intervistata proprio da AsiaNews rivela che in Cina “non si tratta più di ascoltare il Signore, di sentire la sua grazia e di seguirlo. Questa è la radice della malattia della Chiesa cinese di oggi, è difficile uscire dall’influenza dell’ideologia. La politica è entrata nella Chiesa”.

PARTITO COMUNISTA CINESE, COMPLEANNO IN CHIESA CON MONSIGNOR LEI: CHI È?

Se il partito comunista cinese ha potuto usare una chiesa per il proprio genetliaco, lo si deve dunque a monsignor Lei, figura alla quale “AsiaNews” dedica un approfondimento. In esso, sottolinea che “è stato ordinato senza mandato papale nel 2011. Personaggio molto discusso, è stato accusato anche di avere un’amante e dei figli. Papa Francesco gli ha tolto la scomunica dopo la firma nel 2018 dell’accordo sino-vaticano sulla nomina dei vescovi. Rinnovata poi nell’ottobre 2020, l’intesa non ha fermato la persecuzione nei confronti degli esponenti della Chiesa cattolica, soprattutto di quelli non ufficiali, che non vogliono sottomettersi agli organismi religiosi controllati dal Partito”.

Ma il vero nocciolo della questione è che il partito comunista è sempre più “inserito nella Chiesa”; infatti, a febbraio l’amministrazione statale per gli Affari religiosi, entità governativa sotto il controllo del fronte unito del Pcc, ha reso pubbliche le “misure amministrative per il personale religioso”, un documento sulla gestione di clero, monaci, sacerdoti, vescovi. Nel febbraio 2018, conclude AsiaNews, “il Partito aveva adottato invece i ‘nuovi regolamenti sulle attività religiose’, secondo cui il personale religioso può svolgere le sue funzioni solo se aderisce agli organismi ‘ufficiali’ e si sottomette al Pcc”.





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