Pasquale Tridico/ “Rdc non è la causa dei problemi, mancano gli investimenti”

- Carmine Massimo Balsamo

Il presidente Inps Pasquale Tridico a Porta a porta: “Creare lavoro attraverso le leggi non funziona. Sulle pensioni…”

pasquale tridico
(Porta a porta)

A che età andranno i ragazzi d’oggi andranno in pensione? In base alle recenti proiezioni “non prima del 2050″: così Pasquale Tridico ai microfoni di Porta a porta. Il presidente dell’Inps ha spiegato: “Non dovrebbe sorprendere tanto questa proiezione. Se abbiamo inserito il meccanismo dell’aspettativa di vita, che traina l’età pensionabile, ci dobbiamo aspettare che man mano che si avanza… Noi prevediamo un aumento dell’aspettativa di vita di due mesi ogni due anni dal 2033 e di tre mesi ogni due anni dal 2040: è normale che ci siano certi dati”.

Pasquale Tridico si è soffermato sul mercato del lavoro: “Dagli anni ’90 in poi abbiamo fatto una terapia intensiva di riforme del mercato del lavoro, tutte con l’obiettivo di creare lavoro attraverso le leggi. Nessuna ha funzionato, il lavoro si crea attraverso gli investimenti e le domande del lavoro. Prima del 1995, avevamo un tasso d’occupazione del 58%, lo stesso di oggi. Sud, donne e giovani sono le tre realtà che mancano all’appello”.

PASQUALE TRIDICO TRA LAVORO E RDC

Il problema non è legato al reddito di cittadinanza, ha sottolineato Pasquale Tridico nel corso del suo intervento a Porta a porta, “ciò che manca sono gli investimenti”: “Noi abbiamo pensato per tanto tempo di creare lavoro con le leggi e con la flessibilità. Non abbiamo fatto investimenti. Tentazione del reddito con lavoro in nero può togliere manodopera utile? Non convengo su questo, non ci sono stime che spingano verso un’evidenza empirica”. Pasquale Tridico ha poi aggiunto: “Ci sono incentivi che potrebbero creare dei maggiori posti di lavoro, come minori contributi in certi settori. Il rdc di 500 euro viene dato per i due terzi a persone che non hanno mai lavorato, il terzo utile lavora e noi integriamo il reddito con 100-200-300 euro. Non c’è un effetto spiazzamento. Anche perché la platea dei lavoratori era la stessa prima del reddito di cittadinanza ed è rimasta sempre uguale”.







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