Patrimoniale, per Bankitalia si può/ “Redistribuisce e incentiva uso ricchezze”

- Niccolò Magnani

La relazione della Banca d’Italia in Parlamento non esclude la possibilità di patrimoniale per la riforma fiscale: “redistribuisce e incentiva uso di ricchezze”

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La sede di Banca d'Italia (LaPresse)

Nell’ultima relazione di Banca d’Italia alle Commissioni riunite di Camera e Senato si sono sottolineate le possibili “ricette” da approntare nella prossima necessaria riforma fiscale che il Governo: tra di essere, sono tornati di stretta “attualità” tanto l’aumento dell’Iva quanto l’altrettanto “temibile” per le tasche degli italiani, patrimoniale.

Il capo del Servizio assistenza e consulenza fiscale di Bankitalia – il manager Giacomo Ricotti – ha elencato tanto i prospetti positivi quanto quelli negativi di possibili azioni di maggiore tassazione nei prossimi mesi, con però una sottolineatura ben più marcata sugli aspetti “virtuosi” che una legge patrimoniale potrebbe riservare all’economia del nostro Paese: «il prelievo patrimoniale aiuta a redistribuire la ricchezza, «argomento ancora più forte nei paesi in cui sono diffusi fenomeni di evasione fiscale, e incentiva impieghi più produttivi delle risorse». Unita all’aumento dell’Iva – prospettato da Ocse e Commissione Ue come una possibile “cura” alla crisi del debito e dell’economia – la patrimoniale torna come “spettro” possibile di un’Italia post-Covid o addirittura già nella prossima Manovra di Bilancio.

LA RELAZIONE DELLA BANCA D’ITALIA

Sono sostanzialmente due le direttrici sulle quali potrebbe muoversi una riforma fiscale patrimoniale, sempre secondo la relazione della Banca d’Italia: in primis, la riforma del Catasto coniugandola con la redistribuzione del prelievo fiscale. Come sottolinea il focus di “Proiezioni di borsa”, «Una ipotesi, potrebbe essere quella di trasformare i vani in metri quadrati per avere una nuova classificazione. Ciò consentirebbe di avere lo stesso gettito di oltre 40 miliardi, ma si badi bene, ricomposto proporzionalmente ai valori reali dei patrimoni. Insomma con equità». La seconda “direzione” invece è quella della tassazione sui patrimoni mobiliari: qui il trasferimento all’estero o la fuga di capitali «non sembra essere un problema in virtù degli accordi di reciproca comunicazione per i paesi dell’area euro», conclude ancora il portale “Proiezionidiborsa.it”.

Come ha spiegato Bankitalia, al momento solo Norvegia, Spagna e Svizzera applicano imposte patrimoniali personali: «la tassazione patrimoniale può incentivare impieghi più produttivi del capitale: essa equivale, infatti, a un prelievo su un rendimento figurativo la cui incidenza si riduce all’aumentare del rendimento effettivo», segnala Banca d’Italia, ribadendo ai parlamentari «può consentire di correggere altri aspetti del sistema fiscale, quali ad esempio la mancata tassazione dei guadagni in conto capitale o l’effetto di tax deferral dovuto alla loro tassazione al realizzo o, infine, un prelievo nullo o molto contenuto sulle successioni». Rimangono e permangono però anche diversi argomenti contrari all’uso della patrimoniale, Bankitalia ne elenca solo alcuni: «effetti negativi sul tasso di risparmio degli individui, il rischio di trasferimenti all’estero delle componenti mobili della ricchezza e l’aumento del costo del capitale per le imprese. Tutto questo tende ad avere conseguenze negative sulla crescita».

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