“Patto Ue-Nord Africa viola diritti umani”/ Oxfam “non delegare controlli frontiere”

- Niccolò Magnani

Oxfam denuncia l’Europa e l’Italia di voler continuare a delegare i Paesi del Nord Africa sul controllo delle frontiere per i migranti: “violazioni diritti umani”

migranti agrigento
Immagine di repertorio (LaPresse, 2019)

Dalla Libia al Marocco, dalla Tunisia all’Egitto: gli accordi fissati negli ultimi anni dall’Unione Europea con i Paesi del Nord Africa per “delegare” il controllo alle frontiere sull’afflusso di migranti in Europa sono definiti «violazioni dei diritti umani» dall’ultimo rapporto di Oxfam intitolato “Un reale interesse comune”. «Con i soldi dei contribuenti italiani ed europei si continua a gestire il fenomeno della migrazione in maniera miope e sbagliata investendo economicamente sul controllo delle frontiere, invece che sulla costruzione di canali sicuri per raggiungere l’Europa», sottolinea duramente la ong di organizzazioni no profit responsabile di diversi progetti umanitari sparsi nel mondo, Africa compresa. L’accusa diretta è lanciata a Tunisia e Marocco che ridurrebbero «migliaia di persone in fuga da poveri e guerre» ad ulteriori sofferenze e in alcuni casi anche vere e proprie persecuzioni. Chi fugge da Siria, Sudan, Costa d’Avorio, la stessa Libia, invece che essere sostenuto da progetti umanitari foraggiati dall’Europa, vengono “stoppati” alle frontiere con la completa “dimenticanza” del concetto stesso di tutela della dignità umana. Oxfam lancia un appello all’Unione Europea per cambiare rotta fin dai prossimi vertici Ue: «è necessario infatti cessare di sostenere e finanziare politiche repressive» nei confronti di migliaia di migranti in fuga da guerre e povertà, in particolar modo dal caos della Libia.

LA DENUNCIA DI OXFAM

Ancora l’Oxfam attacca nel suo nuovo report pubblicato quest’oggi: «le politiche europee di cooperazione con i paesi del nord Africa si sono dimenticate della tutela dei diritti umani dei migranti, finanziando soprattutto il controllo delle frontiere marittime e terrestri attraverso un uso improprio delle risorse del Trust Fund dell’Ue per l’Africa e accordi bilaterali, come quello tra Italia e Tunisia». A parlare è Paolo Pezzati, policy advisor per la crisi migratoria di Oxfam Italiam, che denuncia la miopia di Bruxelles e dei governi europei nell’affrontare il fenomeno migratorio «con i soldi dei contribuenti italiani ed europei. Tutto sulla pelle dei più deboli, dimenticando che lo sviluppo economico e sociale va di pari passo con la mobilità umana». Gli arrivi dei migranti in Italia, Grecia e Spagna sono diminuiti, secondo Oxfam, per motivi tutt’altro che positivi: «la chiusura de facto delle frontiere Marocco-Algeria e Tunisia-Libia, insieme ai respingimenti dalle enclave spagnole di Ceuta e Melilla, hanno fatto diminuire il numero di persone che attraversano il Mediterraneo da Marocco e Tunisia verso l’Europa in termini assoluti, ma ciò avviene in piena violazione dei diritti dei migranti». Infine, capitolo riguardante la situazione italiana, con la ong che accusa tutti gli ultimi governi di voler aiutare la Tunisia per «il rafforzamento dei controlli terrestri e navali, anche se le autorità tunisine si rifiutano di soccorrere i migranti in mare e si moltiplicano i naufragi».

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