“Pazienti covid rischiano malattia autoimmune per sempre”/ Colpa degli autoanticorpi

- Davide Giancristofaro Alberti

Un nuovo studio realizzato dal prestigio ateneo di Stanford insieme ad altri istituti, ha scoperto che chi ha fatto il covid in forma grave rischia di avere conseguenze a vita

Covid terapia intensiva
Coronavirus Italia, un reparto terapia intensiva (LaPresse, 2021)

Un nuovo studio realizzato presso l’università di Stanford, negli Stati Uniti, ha messo in relazione i pazienti covid ricoverati in ospedale, con la presenza di auto-anticorpi, ovvero, anticopri che attaccano tessuti e proteine dell’organismo non riconoscendoli come amici. In alcuni casi il livello di questi auto anticorpi è risultato essere paragonabile a quello di una malattia autoimmune, e come riferisce Fanpage citando lo studio, tale condizione negativa potrebbe durare in alcuni paziente anche per tutta la vita, inficiando ovviamente sull’esistenza del paziente colpito.

Un gruppo di scienziati della Scuola di Medicina dell’Università di Stanford (Stati Uniti), a stretto contatto con quelli della Scuola di Medicina Perelman dell’Università Statale della Pennsylvania, dell’Università Philipps di Marburg (Germania), dell’Health Science Center dell’Università del Tennessee, e di vari istituti, coordinati dal professor Paul Utz, docente di immunologia e reumatologia presso il Dipartimento di Medicina di Stanford, hanno analizzato una serie di campioni di sangue di pazienti covid ricoverati negli Stati Uniti, confrontandoli poi con un gruppo di controllo. Si è quindi scoperto che nel circa il 50% dei pazienti vi era la presenza di questi auto anticorpi, contro il 15% di presenza nell’altro gruppo no covid.

STUDIO STANFORD: “PAZIENTI COVID GRAVI SVILUPPANO MALATTIA AUTOIMMUNE”. ECCO COME FUNZIONA

Gli auto anticorpi individuati sono stati in particolare quelli contro le chitochine, utilizzate dal sistema immunitario per combattere l’infezione, e secondo il prof Utz e il suo team di ricerca è molto probabile che questa presenza sia da associare ad una forma grave di covid. “In molti casi – ha spiegato lo stesso prof di Stanford – questi livelli di autoanticorpi erano simili a quelli che vedresti in una malattia autoimmune diagnosticata”.

“È possibile che – ha proseguito il docente – nel corso di un’infezione SARS-CoV-2 scarsamente controllata – in cui il virus rimane in circolazione per troppo tempo mentre una risposta immunitaria sempre più intensa continua a rompere le particelle virali in pezzi – il sistema immunitario vede frammenti del virus che non aveva visto in precedenza. Se qualcuno di questi frammenti virali assomiglia troppo a una delle nostre proteine, questo potrebbe innescare la produzione di autoanticorpi”. Ecco perchè risulta essere ancora più importante vaccinarsi: dal covid si può senza dubbio guarire, ma si rischiano conseguenza devastanti.



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