Pedofilo al maneggio, mamma di una bimba di 9 anni/ “Minacciata di essere sgozzata”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il programma di Rai Uno, Storie Italiane, torna a trattare la vicenda del pedofilo al maneggio. La mamma di una vittima ha raccontato: “Ha una paura folle”

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Abusi su minori in un maneggio vicino a Milano (Storie Italiane)

A Storie Italiane si torna ad affrontare il caso del pedofilo al maneggio che avrebbe abusato di alcune bimbe piccolissime: “Mia figlia è in terapia con due psicoterapeute perchè purtroppo sta ancora molto male, ha sviluppato questo senso di colpa molto grave perchè lei non è riuscita a sottrarsi al pedofilo e perchè soprattutto non è riuscita a portare fuori dalla selleria le bimbe più piccole che lei ha visto purtroppo in diverse occasioni. Lei era la più grandi tutti, aveva 9 anni, si sente in colpa per non aver portato fuori le bimbe piccole di 4 e 5 anni, ha portato fuori solo una di queste bimbe in una sola occasione che ha raccontato anche durante l’audizione protetta”.

Ha anche una grande paura – ha proseguito la mamma – perchè purtroppo è stata minacciata con un coltello da questo soggetto, ha il terrore, ha paura che venga a prendere e non è in grado di uscire di casa, nemmeno di andare nel giardino di casa, ha paura, lui le diceva sempre se parli ti sgozzo e non uso questo coltello che ho il marsupio ma il coltello da cucina. Mia figlia ha una paura folle”.

PEDOFILO AL MANEGGIO, L’AVVOCATO: “PER LA DIFESA NON E’ CAPACE DI INTENDERE E VOLERE”

L’avvocato della famiglia della bimba ha invece aggiornato la situazione dal punto di vista giudiziario: “La misura cautelare è l’unico strumento che abbiamo nel nostro sistema giustizia. Quando chiudono le indagini la misura non può più essere emessa quindi allo stato attuale è libero. L’unica cosa che potrebbe salvarci è un’eventuale altra denuncia, si potrebbero riaprire le indagini e quindi riattivare la misura cautelare che avevamo chiesto ma che non è stata applicata dopo che il soggetto era stato allontanato dal maneggio“.

Lui è libero e rimarrà tale fino alla Cassazione – ha continuato l’avvocato – Il difensore dell’imputato ha preannunciato la richiesta del rito abbreviato, depositando una consulenza di uno psicologo che fa intendere una sorta di incapacità di intendere in quanto questo tizio avrebbe un quoziente intellettivo inferiore alla media. Il pm ha chiesto a sua volta una consulenza, ma ha una limitata capacità di intendere ma non di volere”.

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