Pedohunters, i cacciatori di pedofili spopolano in Olanda/ Omicidi e azioni punitive

- Davide Giancristofaro Alberti

Preoccupano le autorità olandese i Pedohunters, i cacciatori di pedofili: nati sui social, si danno appuntamento in strada dove massacrano di botte presunti molestatori

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Immagine di repertorio (Pixabay)

In Olanda si sta diffondendo la preoccupante moda dei Pedhunters, i cacciatori di pedofili: coloro che diffondono materiale pedopornografico, o che sono stati condannati per pedofilia, ma anche coloro verso cui si ha il solo sospetto, vengono individuati e poi puniti a suon di botte. Della vicenda ne ha parlato il Corriere della Sera sottolineando con a fine ottobre ci sia anche scappato il morto, un insegnante di 73 anni in pensione, tale Jan Kruitwagen, che dopo essere stato attirato in un appuntamento al buio ad Arnhem, è stato picchiato selvaggiamente da un gruppo di ragazzini, fino a morire. Un caso simile è avvenuto lo scorso weekend in quel della provincia di Zeeland, dove un presunto molestatore è finito in ospedale dopo essere stato picchiato. In totale, dallo scorso mese di luglio, sono stati circa 250 i casi di questo tipo, al punto che è dovuta intervenire la polizia «Fermatevi, smettetela di provocare – le parole di Oscar Dros, capo della divisione regionale dell’est – di fare gli investigatori, così non ci aiutate».

PEDOHUNTERS, IN OLANDA E’ BOOM: “COMPORTAMENTO INUTILE”

Anche Ferdinand Grapperhaus, ministro della giustizia, ha diramato un appello invitando i giovani a rivolgersi alle autorità evitando di farsi giustizia da soli, ma su Facebook i gruppi di Pedohunters stanno proliferando. Un andazzo che si è diffuso ancor di più in tempi di covid e di pandemia, visto che le persone stanno più online, ed hanno quindi più tempo per attivarsi sui social. Stupisce come per l’omicidio dell’insegnante di Arnhem siano stati fermati sette giovani di cui solo uno di loro maggiorenne, e l’evento ha inoltre creato una sorta di effetto contrario da quello ricercato dai pedohunters, con la comunità locale, che invece di condannare il presunto pedofilo, si è ritrovata in strada per commemorarlo, con il sindaco che ha parlato di «un crimine orribile». Tra l’altro il 73enne insegnante non aveva alcun precedente, ma il giorno del suo decesso aveva accettato di avere un incontro con un minorenne: «Questo comportamento da vigilantes è inutile – ha spiegato ancora Dros – perché le prove che questi cittadini pensano di avere sono molto spesso insufficienti o inesatte». Il fenomeno è diffuso anche in Regno Unito, dove vi sarebbero un centinaio di episodi di questo tipo a settimana.

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