Pegasus, lo spyware per spiare migliaia di persone/ Come funziona e come scoprirlo

- Davide Giancristofaro Alberti

In queste ore è scoppiato il caso Pegasus, uno spyware realizzato da un’azienda israeliana che avrebbe spiato circa 50.000 persone

Attacco hacker
Attacco hacker (Pixabay, 2019)

C’è una tecnologia israeliana di nome Pegasus, finita nell’occhio del ciclone in questi ultimi giorni. Come scoperto da un’inchiesta del Washington Post, si tratta di un software che è stato utilizzato per hackerare e spiare migliaia di persone in tutto il mondo attraverso gli smartphone, e nella rete sono caduti politici, giornalisti, manager, attivisti, e via discorrendo. In totale sarebbero circa 50.000 le utenze spiate, e dislocate soprattutto in 10 paesi, Azerbaijan, Bahrain, Ungheria, India, Kazakistan, Messico, Marocco. Ruanda, Emirati Arabi.

Il software, come scrive l’Adnkronos, riesce ad aggirare le difese degli iPhone nonché degli smartphone con sistema operativo Android, e durante “gli attacchi” vengono lasciate pochissime tracce, di conseguenza, è pressochè impossibile scoprirlo se non far analizzare il proprio dispositivo sotto la lente d’ingrandimento. Inoltre, le classiche password utilizzate per proteggere i propri telefoni risultano essere scarsamente utili in quanto Pegasus può introdursi senza troppi problemi e rubare foto, registrazioni, password, dati di localizzazione e quant’altro, e può addirittura attivare la telecamera e il microfono del dispositivo. Pegasus rientra nella famiglia degli spyware, che come facilmente intuibile dal nome, rappresentano dei virus in grado di spiare gli altri attraverso il telefono ma anche i pc e i tablet.

PEGASUS, LO SPYWARE SPIONE. L’NOS SI DIFENDE: “TUTTE BUGIE”

Per entrare nell’apparecchio dell’utente ignaro, gli spyware sfruttano delle azioni dello stesso, come ad esempio cliccare su un link ricevuto via email. Spesso e volentieri questi virus vengono spediti via WhatsApp, sms o sui social, quasi sempre messaggi fake che inducono appunto il contatto a cliccare e a inserire i propri dati sensibili.

A produrre Pegasus è stato l’NSO Group, azienda israeliana leader nella produzione di spyware, e che ha elaborato quello strumento per monitorare l’attività di criminali e terroristi di rilievo. Intervenendo nelle scorse ore ha rimandato al mittente ogni accusa: “Detto chiaramente – afferma l’azienda, come si legge sull’Adnkronos – NSO Group è impegnato in una messione di salvataggio e continuerà a svolgerla nonostante tutti i continui tentativi di screditarne l’operato su basi false”. L’azienda ha fatto inoltre sapere che “continuerà a indagare sulla base di tutte le segnalazioni credibili di abuso” di Pegasus e “adotterà le azioni appropriate sulla base dei risultati di tali indagini”.



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