Pensionato disabile perseguitato da baby-gang/ Sava, analogie con “caso Stano”

- Dario D'Angelo

Pensionato con disagi psichici perseguitato da gang che gli estorceva denaro a Sava (Taranto): analogie con la banda degli orfanelli del caso Stano, arresti.

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Immagini d'archivio (Pixabay)

Un pensionato disabile, affetto da disagi psichici, perseguitato a Sava da una gang composta da 20 persone, molti dei quali minori, che lo sottoponevano a torture di ogni genere e gli estorcevano del denaro. E’ questo il quadro emerso dall’attività investigativa dei carabinieri di Manduria che questa mattina hanno dato esecuzione a 20 misure cautelari personali a carico di altrettanti soggetti, tutti di Sava, nel Tarantino, ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione continuata in concorso, furto aggravato, rapina, detenzione e porto illegale di arma da sparo, atti persecutori. Come riportato da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, i provvedimenti emessi dai gip del Tribunale Ordinario di Taranto e del Tribunale dei Minori hanno interessato 12 maggiorenni (5 in carcere, 5 agli arresti domiciliari, 2 destinatari di divieto di avvicinamento alla persona offesa) e 8 minorenni (3 condotti in Istituti di Pena Minorile e 5 collocati in Comunità di recupero).

PENSIONATO DISABILE PERSEGUITATO DA BABY-GANG, ANALOGIE CON “CASO STANO”

Ci sono tante similitudini con la vicenda di Antonio Cosimo Stano, il 66enne di Manduria affetto da disagi psichici morto il 23 aprile in seguito alle aggressioni e alle angherie subite da più gruppi di giovani, componenti la cosiddetta “banda degli orfanelli”, che lo torturavano senza pietà condividendo poi su Whatsapp le loro “imprese” nei confronti dell’anziano indifeso. In questo caso la celerità delle indagini ha impedito un epilogo tragico come quello del “caso Stano”: la vittima delle persecuzioni messe in atto dalla gang di giovani di Sava è un pensionato di 61 anni a sua volta con problemi di natura psichica che era costretto a subire le continue vessazioni della gang e a pagare una sorta di tangente fissa da 20 euro al mese. I giovani erano soliti presentarsi a casa del pensionato disabile armati di pistola depredando l’abitazione di monili d’oro e oggetti di valore.



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