Pensioni per dipendenti pubblici/ Presidente Meloni “pronta” alle modifiche (30 novembre 2023)

- Danilo Aurilio

Le pensioni per i dipendenti pubblici potranno essere varate a detta di Giorgia Meloni, a patto che rispetti le promesse di cui ha discusso in un recente Question Time

Meloni incontra i sindacati Tavolo Governo-sindacati su riforme e pensioni: Meloni con Sbarra e Landini (LaPresse, 2023)

Il taglio sulle pensioni per dipendenti pubblici sta ricevendo critiche e malumori senza freni. La Premier Giorgia Meloni, starebbe tentato una manovra per apportare delle modifiche (senza però cancellare), al Disegno di Legge.

Una mossa azzardata su cui tutti (o almeno i lavoratori pubblici e degli enti locali), starebbero sperando. Persino Giuseppe Conte ha invitato la Meloni a fermare questo “latrocinio”, che taglierebbe la pensione a ben 732 mila lavoratori, rischiando una fuga generale dai reparti della sanità italiana.

Pensioni per dipendenti pubblici: tentata modifica al ddl di Bilancio

Sulla pensione per i dipendenti pubblici, Giorgia Meloni tenterebbe una variazione – ma mai cancellazione – del Disegno di Legge di Bilancio, che metterebbe a repentaglio la pensione di quasi 800 mila dipendenti pubblici.

In un recente Question Time, la Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana ha esposto le sue idee al riguardo:

«Stiamo lavorando per modificare la misura (sulle pensioni, ndr) nel migliore dei modi, garantendo che non ci sia nessuna penalizzazione per chi si ritira con la pensione di vecchiaia e garantendo anche che non ci sia nessuna penalizzazione per chi raggiunge al 31 dicembre 2023 i requisiti attualmente previsti. Per il solo comparto sanità si sta inoltrevalutando un ulteriore meccanismo di tutela in modo da ridurre la penalizzazione all’approssimarsi all’età della pensione di vecchiaia. Faremo del nostro meglio per risolvere e correggere».

Una promessa su cui verte la speranza di 700 mila lavoratori che lavorano presso gli enti pubblici, ma soprattutto medici, che hanno già proclamato uno sciopero che si terrà il 5 dicembre.

Sia il leader della Cisl, Luigi Sbarra, che Maurizio Landini, segretario della CGIL, si sono detti pronti alla ribellione nei confronti di un Governo che ad oggi, seppur promette di varare la riforma (precisamente l’articolo 33), non lo ha modificato di una virgola, lasciando i tagli sulle pensioni per i dipendenti pubblici.





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