PER RESISTERE FINO A PRIMAVERA/ Bene i 40 miliardi, ma senza strategia sono inutili

- Carlo Pelanda

All’Italia servirebbero misure per resistere fino alla prossima primavera: 40 miliardi bastano, ma sembrano mancare strategia e organizzazione per usarli bene

Operaia Mascherina Lapresse1280 640x300
Lapresse

Si sta alzando la probabilità che tra marzo e maggio 2021 saranno disponibili uno o più vaccini anti-Covid, ma sta anche aumentando l’incertezza nel mercato per il timore di gravi danni economici dovuti alla seconda ondata del virus. Evidentemente ci vuole un “ponte” finanziario da adesso alla primavera 2021 sia per sostenere i settori che potrebbero essere colpiti più gravemente, sia per sostenere la fiducia, questa essenziale per attivare decisioni di investimento privato che sono le più importanti per la ripresa e l’occupazione.

Il Governo ha attivato un programma di spesa straordinaria di 40 miliardi per tale scopo. L’ammontare appare sufficiente a “guadare” il fiume dell’incertezza fino alla primavera. Ma il problema è l’attuazione delle misure, cioè la trasformazione di una norma in intervento reale e rapido. In materia, osservando il recente passato, è giustificato lo scetticismo. Per questo il Governo dovrebbe sia organizzare una gestione straordinaria del processo attuativo con “metodo commissariale” che salta la burocrazia le norme ordinarie, sia controllare, e se necessario riscrivere, le misure affinché siano predisposte all’attuazione più rapida. Ma non ci sono segni che una tale efficienza sia perseguita.

Un altro problema riguarda la strategia. Al momento gli scenari istituzionali non includono l’effetto di boom economico nel primo semestre 2021 generato dalla notizia che un vaccino c’è. Quelli privati, invece, lo stanno già simulando. Per l’Italia, chi scrive intravede un rimbalzo di molti settori, ma anche una ripresa più lenta e incerta di altri, nonché un lascito di distruzioni aziendali. Pertanto sarebbe razionale predisporre anche misure di sostegno per i settori in difficoltà pur in fase di boom, in particolare la riqualificazione dei disoccupati, mentre si interviene per evitare il caso peggiore nel breve.

Ci penserà il Recovery fund? Forse, ma la sua approvazione arriverà in tarda estate (ora è in stallo) quando è probabile che l’emergenza sarà finita e mancherà il motivo per confermarlo nella formula del luglio 2020. Ci vuole una nuova strategia.

www.carlopelanda.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA