Perché alcuni prodotti sono vietati al supermercato?/ Caos: effetto Decreto Conte

- Emanuela Longo

Perché alcuni prodotti sono vietati al supermercato? Effetto Decreto Conte, clienti confusi: interviene Federconsumatori

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I supermercati, ha assicurato e ribadito il premier Conte, resteranno aperti in tutta Italia. Eppure non sarà possibile acquistare tutti i prodotti in essi presenti. Una sorta di paradosso, quello che sta accadendo in molti punti vendita, dove viene negato l’acquisto di prodotti in quanto giudicati non di prima necessità. Stando a quanto racconta l’agenzia di stampa Dire, molti clienti dei supermercati Esselunga hanno testimoniato la presenza nei negozi di alcuni cartelli con la scritta “Non è possibile acquistare i prodotti presenti in questa area”, affissi in alcuni scaffali. E’ l’effetto del decreto con il quale il governo ha stabilito la chiusura di tutte le attività commerciali non essenziali in Italia. E così in molti supermercati sono diverse le merci bandite. Intere aree alle quali la clientela non può più accedere come quelle in cui erano presenti prodotti casalinghi (tra cui oggetti per la cucina ed elettrodomestici), così come lo spazio dedicato alla cartoleria (con tanto di mamme che dovranno fare a meno di acquistare pennarelli e quaderni ai loro bimbi nel bel mezzo della quarantena), ai prodotti tessili (niente tovaglie) o intimi (bandite calze e ciabatte). Ma come mai, se il supermercato resta aperto, il cliente non può acquistare questi prodotti? L’agenzia Dire ha interpellato Esselunga che ha replicato: “L’azienda ad oggi ha scelto di interpretare in questo modo i dettami dell’ultimo decreto del governo quindi il nostro discorso è stato: se sono chiusi tutti gli esercizi commerciali che non vendono beni di prima necessità, anche noi togliamo dalla vendita tutta una serie di articoli, tra virgolette, non necessari”.

PRODOTTI NON NECESSARI VIETATI AL SUPERMERCATO: INTERVIENE FEDERCONSUMATORI

La decisione non è piaciuta ovviamente ai cittadini che non hanno compreso perchè era possibile acquistare ad esempio un chilo di pasta ma non lo scolapasta. La misura era stata estesa anche al reparto cartoleria ma da Esselunga spiegano: “molte persone si sono lamentate, anche perché con i bambini chiusi in casa avere un quaderno può essere prezioso”, da qui la decisione di rimetterli in vendita. Ad intervenire sul divieto di acquistare determinati prodotti al supermercato, è scesa in campo anche Federconsumatori che riprendendo quanto si legge nelle Faq relative al Decreto #IoRestoaCasa è giunta a questa interpretazione: “tali prodotti possono essere acquistati all’interno delle grandi catene, ma non nel weekend e salvo diverse disposizioni a livello regionale. Molti esercizi rendono noto che lo sbarramento di alcune corsie è stato adottato per limitare le code e le attese, evitando che la gente stazioni troppo a lungo all’interno nei supermercati”. Una decisione ritenuta legittima ma che “si scontra però con le necessità delle famiglie che devono poter acquistare il materiale per supportare la didattica a distanza che molte scuole hanno messo in atto in queste settimane”. Per tale ragione, spiega ancora Federconsumatori: “chiediamo un chiarimento in materia, disponendo sì il divieto ad acquisti non necessari, ma consentendo agli studenti di poter proseguire l’attività didattica senza inutili complicazioni in un periodo già così complesso, delicato e fuori dall’ordinario”, auspicando a soluzioni “di buon senso” per evitare il caos.

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