Perseverance, messaggio segreto paracadute “Osa cosa straordinarie”/ Il significato

- Davide Giancristofaro Alberti

Un messaggio segreto nel paracadute di Perseverance, la scritta “Osa cose potenti”: ecco il significato dell’incipit di un discorso di Roosevelt

perseverance marte nasa
Perseverance (Nasa)

C’era un messaggio segreto nascosto su Perseverance, il rover della Nasa atterrato negli scorsi giorni su Marte per esplorare il pianeta rosso. L’idea è venuta ad un ingegnere sistemista della stessa Agenzia spaziale americana, tale Ian Clark, che attraverso il codice binario ha scritto “Dare Mighty Things” (Osa cose potenti, straordinarie) attraverso le strisce del paracadute di 21 metri attaccato alla stessa “navicella”, con l’aggiunta delle coordinate GPS del quartiere generale di Pasadena, in California. Ian Clark ha avuto questa illuminazione due anni fa, e sfruttando il disegno insolito del paracadute di Perseverance l’ha appunto messa in pratica, definendola “uno spasso”.

Alla Nasa erano solamente sei le persone che erano a conoscenza del messaggio, e una volta che il rover ha messo piede sul suolo di Marte si è deciso di proporre il rompicapo durante una conferenza stampa televisiva andata in onda lunedì scorso. Nel giro di poche ore l’enigma è stato così risolto, e Clark ha commentato dicendo che la prossima volta “dovrò essere un po’ più creativo”.

PERSEVERANCE, MESSAGGIO SEGRETO NEL PARACADUTE: CODICE BINARIO E CODICE ASCII

Prendendo come spunto il codice binario basato solo su uno e zero, numerose persone sui social hanno notato come il disegno del paracadute (lo schema dei colori bianco e arancio) fosse intenzionale, e di conseguenza sono arrivate al risultato che appunto l’uno era rappresentato dall’arancio, mentre lo zero dal bianco. Al codice binario è stato poi associato il codice ASCII per scoprire le lettere che componevano ilil messaggio cifrato. Il trucco era “cercare di trovare un modo per codificarlo senza renderlo troppo ovvio”, ha detto Clark. Ma perchè la scritta “Dare Mighty Things”? Stando a quanto riporta la Rai si tratta di una sorta di mantra per chi lavora al JPL di Pasadena, e nel contempo l’incipit di un famoso discorso di Theodore Roosevelt del 1899: “Molto meglio è osare cose straordinarie, ottenere trionfi gloriosi, anche se segnati da fallimenti, che unirsi alla schiera di quei poveri di spirito che non provano né grandi gioie né grandi dolori, perché vivono nel grigio crepuscolo che non conosce né vittoria né sconfitta”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA