Peste in Madagascar/ Costa Crociere non avvisa in tempo i clienti: multa da 2 mln

L’Antitrust ha multato per 2 milioni di euro Costa Crociere: non avvisò in tempo i clienti della peste in Madagascar

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Costa Crociere multata dall’Antitrust: la nota compagnia di navigazione italiana dedicata all’attività crocieristica dovrà pagare 2 milioni di euro per non aver informato adeguatamente i propri passeggeri della peste in Madagascar. I fatti risalgono al 2017, con l’emergenza sanitaria che colpì profondamente il Paese africano: secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Costa non avvisò in tempo i clienti e ostacolò altri diritti dei consumatori che si trovavano a bordo delle navi. Come spiega La Stampa, il caso riguarda due crociere organizzate denominate neoRiviera e Paradisi sul mare: in seguito all’epidemia che colpì il Madagascar dall’agosto 2017, Costa modificò gli scali previsti nel programma delle crociere interessate senza darne tempestiva comunicazione ai consumatori, informati solo a ridosso della partenza in programma a dicembre.

PESTE IN MADAGASCAR: COSTA CROCIERE NON AVVISO’ IN TEMPO I CLIENTI

«Una pratica commerciale scorretta» che vìola il codice del consumo secondo l’Antitrust, con Costa Crociere condannata a pagare una multa da 2 milioni di euro. Repubblica riporta uno stralcio della nota dell’Autorità: «La tempistica e le modalità con cui sono state comunicate le variazioni di programma hanno di fatto ostacolato la facoltà di scelta dei consumatori, i quali avrebbero avuto il diritto di decidere se recedere dal contratto o fruire della crociera senza le previste tappe in Madagascar, in questo caso con una congrua riduzione del prezzo». E viene evidenziato: «Costa avrebbe dovuto porre in essere tutti gli accorgimenti necessari al fine di rendere edotti i consumatori, fin dal primo contatto e in ogni caso prima della partenza, della situazione di rischio sanitario esistente nei paesi oggetto delle mète turistiche pubblicizzate. Costa Crociere, invece, ha continuato a pubblicizzare e vendere le crociere in questione, comprensive delle tappe in Madagascar, anche a seguito della diffusione dei comunicati sull’emergenza sanitaria da parte delle autorità locali e del Ministero della Salute, senza avvertire i consumatori di una possibile variazione del programma di viaggio».



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