PETACCHI, SQUALIFICA DI 2 ANNI PER DOPING/ Uci, “coinvolto in operazione Aderlass”

- Dario D'Angelo

Alessandro Petacchi: squalifica di 2 anni per doping. L’ex sprinter coinvolto nell’inchiesta “Aderlass”: ora potrà presentare ricorso.

petacchi 2019 instagram
Petacchi, foto Instagram

Alessandro Petacchi è stato squalificato per 2 anni per doping dall’UCI, l’Unione Ciclistica Internazionale. L’ex velocista oggi 45enne, che ha smesso di correre nel 2015, è stato dichiarato colpevole di aver violato le regole antidoping nel periodo compreso fra il 2012 e il 2013, quando ha vestito le maglie della Lampre e dell’Omega Pharma-Quick Step. Lo spezzino è stato coinvolto nell’operazione “Aderlass”, l’inchiesta scattata in Austria che verte attorno al medico sportivo Mark Schmidt. Nonostante Ale-Jet, sia da tempo un ex corridore, le informazioni raccolte dall’UCI hanno portato alla squalifica fino al 14 maggio 2021. Nonostante il suo status, Petacchi era stato sospeso qualche mese fa insieme agli sloveni Kristijan Koren (compagno di Vincenzo Nibali alla Bahrain-Merida), Borut Bozic (componente dello staff tecnico della Bahrain-Merida) e al croato Kristijan Durasek (professionista della Uae-Emirates).

PETACCHI, SQUALIFICA DI 2 ANNI PER DOPING

La notizia del coinvolgimento di Petacchi nell’inchiesta per doping “Aderlass” che oggi ha portato alla squalifica per 2 anni dell’ex sprinter era arrivata nel mese di maggio scorso, durante un Giro d’Italia che lo spezzino avrebbe dovuto affrontare da opinionista per la Rai. Petacchi si era difeso dall’indiscrezione di stampa fornita dal Corriere della Sera:”Scopro da voi che questo Mark Schmidt era medico sociale del Team Milram quando ci correvo io. Forse seguiva gli atleti tedeschi: io non l’ho mai visto o conosciuto. Non sono mai andato nel suo studio, in Germania o in altri luoghi. Non ho mai fatto una trasfusione di sangue. E non ho idea del motivo per cui compaia il mio nome in questo dossier”. D’accordo con il direttore di Rai Sport, Auro Bulbarelli, Petacchi era stato temporaneamente sospeso nella speranza che la sua posizione fosse stata chiarita al più presto, ma così evidentemente non è stato. Come riportato dall’ANSA, la decisione dell’UCI “può essere oggetto di appello da parte dell’ Organizzazione nazionale antidoping competente e della Wada”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA