Pfizer, seconda dose a 21 o 42 giorni?/ “Richiamo è competenza autorità sanitarie”

- Davide Giancristofaro Alberti

Attraverso uno statement Pfizer ha fatto chiarezza in merito alla seconda dose di vaccino, la dose di richiamo: “Di competenza autorità sanitarie”

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Laboratorio di vaccini BioNTech in Germania (LaPresse)

La Pfizer, colosso farmaceutico che produce il vaccino anti covid in collaborazione con BioNTech, ha pubblicato uno statement, un comunicato, in merito ai tempi della seconda dose dello stesso siero: “Per Pfizer non è in discussione il piano vaccinale – si legge, come pubblicato dai principali organi di informazione online a cominciare dall’agenzia Ansa – l’azienda si limita a riportare quanto emerso dagli studi registrativi. Le raccomandazioni sui regimi di dosaggio alternativi sono di competenza delle autorità sanitarie e possono includere raccomandazioni dovute a principi di salute pubblica”.

Una nota di precisazione che giunge a poche ore dalla raccomandazione del Cts, il Comitato Tecnico Scientifico, circa l’allungamento dei tempi delle seconde dosi a 42 giorni, ovvero, il doppio rispetto ai 21 giorni “canonici”. “Il vaccino è stato studiato per una seconda somministrazione a 21 giorni – ha precisato Valeria Marino, direttore medico dell’azienda farmaceutica, parlando a SkyTg24 – è una valutazione del Cts, osserveremo quello che succede. Come Pfizer dico però di attenersi a quello che è emerso dagli studi scientifici perché questo garantisce i risultati che hanno permesso l’autorizzazione”.

PFIZER, CHIAREZZA SU SECONDA DOSE, LOCATELLI: “PROLUNGARLO A 42 GIORNI…”

Pfizer ha poi specificato, sempre in merito sempre alla dose di richiamo, che “la nostra posizione è supportata dal riassunto delle caratteristiche di prodotto e dall’indicazione concordata con le autorità regolatorie sulla base dei dati del nostro studio di fase 3 effettuato con 2 dosi a 21 giorni di distanza“. Gli esperti fanno sapere di restare “impegnati nel nostro dialogo continuo con le autorità sanitarie e i governi, e nei nostri continui sforzi di condivisione dei dati per contribuire a informare qualsiasi decisione di salute pubblica volta a sconfiggere questa devastante pandemia”. Franco Locatelli, presidente del Css, Consiglio Superiore di Sanità, ha spiegato sul tema: “Da medico – le parole ad Agorà, su Rai Tre – dico che l’intervallo tra la prima e la seconda somministrazione prolungato alla sesta settimana, quindi ai 42 giorni, non inficia minimamente l’efficacia dell’immunizzazione e ci permette di somministrare molte più dosi di vaccino”.



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