“Piano pandemico Italia? Mai esistito”/ Ambasciatore USA: “Era un work in progress”

- Alessandro Nidi

Piano pandemico, l’Italia l’ha mai veramente avuto? L’inchiesta de “L’Espresso” rivela che gli USA sapevano della nostra grave mancanza…

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Palazzo Chigi (LaPresse)

Il piano pandemico dell’Italia, che tanto ha fatto discutere in questi mesi, in realtà non è mai esistito: questo è l’esito dell’inchiesta choc condotta da “L’Espresso”, che riporta sulle sue colonne la notizia secondo cui l’ambasciata degli Stati Uniti d’America a Roma era a conoscenza dal 2006 del fatto che, in caso di pandemia, dall’influenza aviaria alle nuove forme di Sars, l’Italia non sarebbe stata affatto protetta.

A scoprirlo sono stati l’avvocato Consuelo Locati, che assiste i familiari delle vittime in provincia di Bergamo, e il loro consulente Robert Lingard. In particolare, stando a quanto scrive il settimanale, anche a volerlo “il piano non era attivabile nonostante la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, perché era un semplice fascicolo di carta, fatto di indicazioni teoriche sprovviste di procedure operative immediatamente applicabili e, in quelle condizioni, andava riscritto”. Il documento era colmo di lacune e l’allora ambasciatore a stelle e strisce in Italia, Ronald Spogli, il 10 marzo 2006 lo trasmise a Washington, dicendo che la versione finale del nostro piano “è molto meno dettagliata della bozza del 30 novembre 2005, che era stata fornita in via confidenziale all’ambasciata. La versione finale non precisa le specifiche, ma piuttosto definisce le linee guida di massima e gli ambiti di responsabilità nazionale/locale. Anche se definitivo, il piano sembra essere un work in progress”.

“PIANO PANDEMICO ITALIANO? MAI ESISTITO”: GLI USA SAPEVANO TUTTO

L’ambasciatore Spogli, riferisce “L’Espresso”, in merito al piano pandemico italiano scrisse anche che la versione finale elencava le linee guida per i piani operativi che devono essere preparati da ciascuna regione italiana, con il contributo di tutte le istituzioni durante una pandemia. In pratica, il Governo italiano intendeva aggiornare il piano su base regolare, a mano a mano che i piani regionali sono completati. Cosa, naturalmente, mai avvenuta. “Sapere che il piano pandemico del 2006 fosse un work in progress è un’ulteriore aggravante rispetto alle responsabilità sulla gestione pandemica fallimentare e un’ulteriore aggravante rispetto alle conseguenze letali che abbiamo avuto in Italia”, ha asserito il legale Consuelo Locati. A cui ha fatto eco il consulente Robert Lingard, che parla di quindici anni di negligenze e di disinteresse che sono costati la vita a quasi 130mila italiani.



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